Sufjan Stevens – Silver & Gold

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
6.0


Hype
7.0


Voto
6.7

6.7/ 10

di Giacomo Dalla Valentina

Sufjan Stevens è un genio fuori di testa. A vederlo, con quel suo sorriso candido e l’occhio vagamente malinconico, potrebbe essere difficile dedurre il grande potenziale musicale che vi si cela dietro: cionondimeno, in dodici anni di incessante attività musicale ha saputo dare forma ad uno stile unico e di grande successo, facendosi portavoce di un nuovo rinascimento del folk (e non solo) a stelle e strisce. Tutto ciò, comunque, sempre con una grande fantasia e soprattutto una costante ironia di fondo che dà ai suoi album un tono genuino e sempre intrigante. Unica vera costante nel variopinto complesso dei suoi lavori musicali è il fatto che ognuno di essi trova sempre un fondamento in qualche occorrenza, oppure è strutturato in base ad un filo conduttore ben preciso, come nel caso del favoloso (Come on feel the) Illinois, con al centro l’omonimo stato americano, o Enjoy Your Rabbit, dedicato agli animali zodiacali cinesi.

Così, due anni dopo la pubblicazione dell’ultimo LP, The Age of Adz, che aveva agitato non poco la critica, Sufjan se ne esce con un nuovo, mastodontico, progetto dedicato al Natale: Silver & Gold è infatti una raccolta di cinque volumi per un totale di cinquantotto canzoni, tutte a tema natalizio, alcune inedite, altre reinterpretazioni di celebri canzoni sulla festività invernale, altre pezzi strumentali.
Concludendo i cinque volumi Songs for Christmas del 2006, questo box-set, che è acquistabile sul sito della Asthmatic Kitty Records e che può fare del vostro Natale la nuova festa pagana hipster, comprende tracce registrate da Sufjan e tutto il mondo culturale e sociale che lo circonda a partire dal 2006, quindi al suo interno possiamo trovare tanto pezzi corali quanto furbetti rock and roll (come la divertente Mr. Frosty Man), tanto canzoni acustiche in grado di far sciogliere il cuore quanto sorprendenti pezzi elettronici. C’è qualsiasi cosa, tranne che la banalità. Il lavoro del cantante americano potrebbe sembrare, a prima vista, il progetto velleitario ed esagerato di un musicista che, consapevole delle proprie abilità, registra e pubblica senza alcun contegno. Ma non è così: il calore – effettivamente natalizio- che si percepisce dietro le molteplici canzoni sembra sincero, la musica non è scontata, o laddove non sia così è voluto, con un piglio autoironico e divertito.

Il volume che apre la raccolta è Gloria, quello che forse entusiasmerà maggiormente i puristi della musica di Sufjan, reduci dalle note delicate di Jacksonville o John Wayne Gacy, Jr.: in questo primo album non mancano momenti in cui il lirismo e la sensibilità del cantante vengono a galla, insieme alla sua impressionante capacità di suscitare emozioni nell’ascoltatore (basta l’ascolto di The Midnight Clear, per dirne una).
Segue il lunghissimo I Am a Santa’s Helper!, uno scompigliato insieme di 23 canzonette natalizie, di cui solo cinque superano i due minuti: il cantante sembra qui giocare, unendo alto e basso, con registrazioni quasi amatoriali, come se quello che stessimo ascoltando fosse la registrazione di una recita natalizia di una qualche scuola elementare. Aiutato dal caro amico, prete presbiteriano, musicista e conclamato hipster di Brooklyn Vito Aiuto, ma anche di grandi dell’alt rock americano come i fratelli Dessner (The National) o Richard Parry degli Arcade Fire, Sufjan sembra voler restituire alla festività natalizia quell’immediatezza che, dappertutto ma soprattutto in una realtà come quella americana, sembra essere stata persa, insieme ad una genuinità e simpatia che sono tutte riflesse nella sua musica.
Dopo l’ottavo volume, Infinity Voyage, marcatamente elettronico ma con pezzi di razza come la deliziosa Christmas in the Room (che in qualche modo ricorda l’ultimo Bon Iver), seguono Let it Snow!, farcito di canzonette natalizie ben arrangiate, e il sinfonico Christmas Unicorn, le cui note d’apertura (Have Yourselves a Merry Little Christmas) promettono bene: infatti è un concentrato di canzoni di un pop talmente raffinato e ben amministrato (prima su tutte Up on the Housetop, ma anche Justice Delivers Its Death) che verrebbe da chiedersi se davvero faccia bene un talmente ispirato musicista a dedicarsi a progetti di questo genere.

Poco altro c’è da dire di questa poderosa raccolta, nella quale l’amatissimo Sufjan dà effettivamente il meglio di sé, se non in senso qualitativo quantomeno in un’ottica quantitativa, concedendo belle emozioni in lungo e in largo, in qualsiasi forma e dimensione. Un lavoro sentimentalmente, emotivamente e spiritualmente coinvolto, anche se in certi momenti un po’ scontato. Che, in effetti, è come dovrebbe essere il Natale.

(22/11/2012)

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Giacomo Dalla Valentina
Giacomo Dalla Valentina

Piemontese di nascita, milanese d'adozione, studio giurisprudenza @ Statale di Milano. Appassionato lettore e collaboratore di OUTsiders.