Stef Burns League – Roots & Wings

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.0


Voto
8.0

8/ 10

di Eugenio Goria

burns

Stef Burns è tornato. Negli ultimi anni il talentuoso chitarrista di Vasco Rossi ha senza dubbio saputo farsi strada agli occhi del pubblico italiano, nei suoi frequenti tour in cui ha cercato sempre più di dissociare la propria figura da quella del rocker di Zocca. Per cui, si può dire che oggi Burns goda di una certa popolarità, e anche i suoi album sono piuttosto noti, più che altro a un pubblico fatto di amanti della chitarra elettrica e del rock americano di vecchio stampo. La sua discografia si arricchisce oggi di un importante capitolo, atteso e annunciato da diverso tempo.

Roots & Wings è un disco che lascia ben poche sorprese a chi ha seguito gli ultimi anni di concerti, e si colloca parzialmente sulla falsariga del  precedente World, Universe, Infinity. Rispetto a Swamp Tea, che è ormai un grande classico per gli amanti di Stef Burns, sono aumentati sensibilmente i brani cantati, e viene ripreso e ampiamente sviluppato il sound caldo dal sapore californiano dei singoli come Begin. Le linee melodiche della voce, spesso lo stesso Burns, si fanno più articolate e interessanti, e costituiscono la vera novità di questo disco. Vediamo dunque un Burns non solo compositore e virtuoso del proprio strumento, ma anche autore di canzoni. A cambiare decisamente in meglio è anche l’aspetto compositivo. È stata data maggiore attenzione non solo all’infinito ventaglio di sonorità che la chitarra di Burns può produrre, ma anche alle potenzialità espressive di tutti gli strumenti: viene così evitato quello spiacevole effetto di improvvisazione in studio che si poteva notare in alcuni punti dei dischi precedenti. A fronte di un singolo come What doesn’t kill us, che a nostro parere non rende molta giustizia al disco, vi sono invece molti brani che mostrano invenzioni compositive intelligenti e che sanno dare il giusto peso a una solistica mai banale. Paper Cup, per citare un esempio, unisce alla perfezione un cantato melodico dalle sfumature quasi beatlesiane, un ritmo funky, e un assolo ben congegnato che sembra strizzare l’occhio a un certo post-rock. Cover you colpisce al primo ascolto con un riff blues alla Rory Gallagher, mentre gli amanti dei lenti apprezzeranno sicuramente Us, altro bel solo di chitarra in cui, a parer nostro, Stef riesce davvero a dare il meglio di sé in termini di espressività: in alcuni punti sembra davver un tutt’uno con la chitarra. Disco ottimo e ben riuscito dunque, che conferma le doti di Burns e aggiunge quella vitalità e quella facilità di ascolto che mancano in molte parti dell’ultimo disco: mentre quello poteva essere sentito e apprezzato prevalentemente da un pubblico di chitarristi, Roots & Wings sa come far divertire un appassionato di chitarra, ma può incuriosire anche un pubblico molto più ampio.

 

 

(17/01/2014)

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Eugenio Goria
Eugenio Goria

Caporedattore. Scrivo di musica dal 2008 su riviste storiche come "Late for the sky" e "L'Isola". Nel 2010 sono entrato a far parte di Outsiders.