Staff Benda Bilili – Bouger le Monde !

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
8.0


Voto
7.5

7.5/ 10

di Davide Agazzi

A Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, si dice che in ogni casa si nasconda un musicista. La verità è che in città povere come queste, la musica, più che dalle abitazioni, nasce per strada. Le canzoni, le sonorità tradizionali, gli strumenti di un popolo sono l’unico rimedio per non guardare in faccia la realtà, per sognare ed immaginare un mondo migliore. Ed è dalle polverose strade dell’Africa che nasce il progetto della Staff Benda Bilili, che prima di essere un gruppo musicale sembra un vero e proprio miracolo. Affetti da svariati handicap, durante il giorno, i membri del gruppo sono dei mendicanti, venditori di contrabbando e ambulanti, dispersi tra gli otto milioni di abitanti della capitale. Di notte, a bordo delle loro funamboliche carrozzine, dimenticano i loro guai fisici e diventano artisti. Nelle loro corde e nei loro tamburi risuonano i ritmi della cultura tradizionale, un’afrorumba dalle tinte cubane (la risposta congolese della Buena Vista Social Club?), cantata in quattro lingue differenti, tra cui il francese. Loro però non sono come tutti quelli che suonano per strada, sono più bravi e la gente se ne accorge. Così, in poco tempo si passa dall’elemosina ai palcoscenici internazionali: nel 2009 arriva l’esordio discografico con Très, Très Fort, supportato dall’onnipresente Damon Albarn, che li scopre durante un viaggio con il cantante maliano Amadou, di Amadou&Mariam, e con i musicisti dei Massive Attack. Oggi la loro seconda prova non tradisce le aspettative: le undici tracce di Bouger le monde ! conservano l’idea di fondo di questo gruppo, ovvero raccontare la storia di un paese lontano dalle cronache dei nostri quotidiani. Un disco più sofisticato, meno reggae e volutamente più rock, fortemente radicato nel proprio territorio, come dimostra la registrazione in studio, effettuata nuovamente a Kinshasa. Una contaminazione continua in gruppo tanto variegato da far cantare sette dei suoi membri, dal giovanissimo Roger Landu al sessantenne Ricky Likabu, frontman dello Staff, per un disco che non conosce demeriti, premiando uno spirito duro come il marmo. Raggiunto il successo, i musicisti della band hanno avuto l’opportunità di comprarsi una casa, ma nessuno di loro ha voluto lasciare il proprio paese. Hanno preferito rimanere per le strade del Congo per aiutare tutti coloro che continuano a vivere di espedienti, come gli sheguè, i tantissimi bambini senza casa, senza famiglia, abbandonati al proprio destino. Un vero miracolo.

(12/09/2012)

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Davide Agazzi
Davide Agazzi

Giornalista pubblicista, scrive per La Repubblica e perde il suo tempo ascoltando dischi che agli altri non piacciono. Appassionato di distorsioni psichedeliche, contaminazioni balcaniche e vecchiume affogato nel whisky.