SOiL – Whole

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
6.5


Hype
7.0


Voto
6.8

6.8/ 10

di Matteo Mezzano

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Whole è il primo album dei SOiL dopo l’atteso ritorno al microfono del loro storico cantante, Ryan McCombs, che aveva abbandonato il gruppo nel 2004 per sostituire Jason Jones (già sostituto del compianto e amato Dave Williams) nei Drowning Pool, e credo non ci sia bisogno di ulteriori parole. Ritorno atteso e aspettative altissime per questa, per così dire, reunion: dopo lo storico e splendido Scars e il passabile Redefine, i SOiL pubblicarono due dimenticabili album, incapaci di reggere il confronto con la concorrenza, che ne segnarono il declino. Whole riparte da zero, riposiziona la lancetta appena all’indomani di Scars, quasi a voler cancellare i passi falsi, una sorta di reboot musicale. Questa operazione avrà avuto successo? Ni.

Whole è un buon album, ricco di tracce interessanti, dal suono classico originale della band: suoni caustici, groove potenti in primo piano accompagnati dalla voce superba del buon McCombs (tra i migliori cantanti nel panorama metal). Non sembra nemmeno che tra oggi e Scars siano passati qualcosa come dodici anni. Loaded Gun, Shine On e Wake Up hanno quella carica e quella forza che solo il nu metal d’annata 2000 sapeva trasmettere. Tuttavia i sopracitati dodici anni sono tristemente passati, l’orecchio dell’ascoltatore si è evoluto, i competitors hanno elaborato nuove sonorità stabilendo nuovi standard, che chiaramente non sono più compatibili con quelli che hanno consacrato Scars ad album di riferimento del genere. Riproporre in toto sonorità già superate in partenza, a mio avviso, non è stata una mossa azzeccata, che potrà piacere sì ai fan affezionati, ma che non attrarrà nuovo pubblico, ormai abituato ad altro. Se a questo aggiungiamo una qualità compositiva dei brani non sempre costante (Amalgamation uno su tutti) e una ripetitività generale delle varie tracce, il giudizio sull’album non può che uscirne penalizzato. In definitiva questo Whole non aggiunge nulla a quanto già detto da Scars, un’occasione semi sprecata, perché i SOiL son comunque riusciti a produrre un album accettabile, ben superiore agli ultimi due lavori, che tuttavia si adagia in quel limbo di cui fanno parte i bravi studenti che non si impegnano. Consigliato prima di tutto allo zoccolo duro dei fans, per tutti gli altri c’è Scars. Sperando che il prossimo lavoro possa segnare un effettivo passo avanti di questa band.

(12/10/2013)

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Matteo Mezzano
Matteo Mezzano

22 anni, studente di Ingegneria Nucleare al Politecnico di Torino, batterista occasionale.