Silverstein – This Is How the Wind Shifts

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
6.5


Voto
7.0

7/ 10

di Matteo Mezzano

Nel periodo di grandi mutamenti in cui ci troviamo, sembra quasi uno scherzo del destino recensire questo This is How the Wind Shifts. Il vento è cambiato. Dopo questo intro dal grande contenuto socio-politico, volevo precisare che questo è il primo lavoro di casa Silverstein che mi trovo ad affrontare, vuoi perché poco conosciuti al grande pubblico (liberate gli hipsters) vuoi perché non trovi musicalmente attraente il mix screamo/post hardcore (per usare un simpatico eufemismo). Razzismi a parte devo confessare che questo lavoro non mi è affatto dispiaciuto, e molto probabilmente andrò a ripescarmi i passati lavori di questo gruppo perché il  loro modo di far musica mi è sembrato onesto e sufficientemente lontano (per i miei gusti) dai pericolosi estetismi emo-modaioli che da tempo avvelenano il panorama di questo genere (chi ha orecchie per intendere, intenda).
All’ascolto l’album si presenta abbastanza bene, riff metallosi di chitarra accompagnano la voce che oscilla in bilico tra sezioni scream e sezioni melodiche molto sdolcinate degne di un teenager in amore.  Per quanto la formula possa essere interessante a volte la si trova un tantino pesante e leggermente ripetitiva. Detto ciò, lo scream è di qualità buona e forse anche superiore a quello di band più in vista. La parte strumentale è quella che colpisce di più, decisa e secca, senza compromessi accompagna la voce, molto spesso valorizzando i passaggi da screamo a pulito senza però essere troppo intrusiva. Una parola di complimento la merita l’idea del concept dietro questo This is How the Wind Shifts, dove ogni canzone ha una traccia parallela ed entrambe raccontano la stessa storia ma da un punto di vista differente, mostrando a volte finali alternativi in relazione a un singolo cambiamento: insomma un lavorone compositivo mica male.
Tirando le somme, questo This is How the Wind Shifts è un buon prodotto, ben studiato e molto piacevole, un buon modo per me (e per chi come me) per avvicinarsi a un genere poco conosciuto.

(05/03/2013)

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Matteo Mezzano
Matteo Mezzano

22 anni, studente di Ingegneria Nucleare al Politecnico di Torino, batterista occasionale.