Sillyboy – Nature of Things

Scheda
Rispetto al genere
6.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
6.0


Voto
6.3

6.3/ 10

di Giacomo Dalla Valentina

Grecia.

Durante l’antichità nominarla comportava -riducendo ai minimi termini- il riferimento ad un panorama socio-culturale di altissimo livello culturale tale da influenzare tutto il mondo occidentale. Un faro illuminante e condizionante autori, scultori e musicisti in tutto l’universo conosciuto.  Ma cos’è, da un punto di vista culturale e musicale, la Grecia oggi? A parte ricordare gli antichi fasti, pochi sanno citare anche solo un musicista che provenga dalla terra degli Achei. Oggi Grecia è sinonimo di crisi e di scontri violenti, di rabbia e povertà. Oggi il simbolo della Grecia è quello dato dai palazzi di cemento che sembrano assediare la rocca dell’Acropoli, togliendole parte del suo immortale fascino.

Ciononostante, sotto il grigiore economico e culturale che sembra ammantare questa terra, non mancano giovani artisti spinti dalla volontà di far musica, come testimonia il caso di Sillyboy (pseudonimo dovuto alla passione per David Bowie, in riferimento a Silly Boy Blue): l’ateniese, già bassista della band The Expert Medicine, comincia la carriera da solista nel 2008, con la pubblicazione dell’album di debutto Played, considerato a suo tempo come una delle migliori uscite discografiche del panorama musicale greco. Ora, giunto alla sua seconda fatica (Nature of Things), Sillyboy manifesta di voler arrivare alle orecchie degli ascoltatori di tutta Europa (e anche di più). Ecco che quindi il nuovo LP è registrato ai Metropolis Studios di Londra, sotto l’esperto controllo di Stuart Hawkes (Amy Winehouse, These New Puritans, Prodigy) e sarà distribuito in Europa e negli Stati Uniti dalla EPM Music. L’album, la cui uscita è stata preceduta dal visivamente elegante ed estremamente allegorico videoclip di All the Records (girato dal conterraneo Stathis Mourdoukoutas, con cui aveva già collaborato) è composto da dieci tracce interessanti ma che non permettono di identificare una firma univoca del musicista. È evidente la necessità dell’artista di omaggiare i maestri della sua musica, che Sillyboy ha espressamente definito come “vintage pop”: fortunatamente gli ingredienti di Nature of Things sono di qualità, basti pensare alla magnetica title track che potrebbe essere (con le dovute differenze di timbro vocale) un pezzo dei Talking Heads.

L’album si apre con Name Your God, nevrotica e vagamente fastidiosa, una delle poche manifeste imperfezioni di Nature of Things tutta articolata sul falsetto del cantante e una batteria insistente. Sillyboy si fa però perdonare presto, con Coast to Coast, nella quale l’efficace melodia e la voce roca e baritonale (che ricorda il Julian Plenti aka Paul Banks dei newyorchesi Interpol) cullano ipnoticamente l’ascoltatore. Anche Selling Plenty e Got Your Numbers sono di facile ascolto anche se, come tutte le altre tracce, potrebbero essere il frutto di una qualsiasi band soft-rock inglese o nordamericana. Lo stesso vale per le discrete All the Records e Over my Name, prive però di quell’appeal che rende un album degno di essere raccomandato: la musica scorre leggera al primo ascolto, le canzoni si dimenticano in fretta, spesso le melodie sono prevedibili. Meglio con The River e il suo incedere lento e ammaliante, con cui la voce del cantante si fa piano piano strada in un crescendo che poi è ripreso dall’ultima canzone, Animal, in cui è evidente l’impronta di band come i Kings of Convenience nella voce sospirata e nella chitarra acustica come protagonista.

Nature of Things è quindi uno di quei lavori che, pur non deludendo completamente -in quanto effettivamente costruito con perizia e abilità-, manca totalmente dell’anelito a costruire qualcosa di nuovo, di stupire e stregare l’ascoltatore, al posto del quale c’è invece la forte volontà di allinearsi ad un trend che, se supportato dalle giuste tecniche promozionali, può garantire un mediocre quanto effimero successo.

(10/10/2012)

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Giacomo Dalla Valentina
Giacomo Dalla Valentina

Piemontese di nascita, milanese d'adozione, studio giurisprudenza @ Statale di Milano. Appassionato lettore e collaboratore di OUTsiders.