Shemian – Jazzylicious

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.0


Voto
7.7

7.7/ 10

di Matteo Monaco

Avevamo detto che Shemian è l’oscuro guru dell’electro-swing? Bene, perchè in queste ore è nelle prime posizioni sulle autorevoli classifiche di Beatport, insieme ai più amati produttori del periodo. Il motivo è presto detto. Si tratta di aver infranto il tabù dell’album, una maledizione che affligge decine di musicisti nel campo del revival swing. La trafila, sullo stile dei colleghi dance-house, è nota: pochi dj famosi e molti artisti senza nome, confinati nella ricerca ossessiva della hit di mezza serata e niente più. Proprio ciò a cui il tedesco Shemian pareva avvezzo, se non per scelta propria, per la grande attenzione riservatagli dai colleghi di tutta Europa. E anche ciò a cui Jazzylicious pone rimedio, condensando in 46 minuti una buona fetta di sperimentazioni sonore e notti da ricordare, per lanciare definitivamente il nuovo genere in una decade che non è  solo dubstep.

Solo Parov Stelar e Caravan Palace sono riusciti in ciò che prova Shemian con Jazzylicious, ovvero incidere un album di swing senza cedere ad un’eccessiva (e tentatrice) influenza dell’house e del pop. Ebbene, l’artista tedesco ancora una volta non delude le aspettative, e offre sulla piazza un disco che potrebbe essere suonato per intero, senza cali di tono, durante un dj-set. Pur consistendo in parte di singoli già pubblicati (come la seminale 1927), questo chiacchierato debutto infatti non è un puzzle tenuto insieme da una colla stantia. Come non manca di ricordare Julien Incontrol, suo grande ammiratore, Shemian conosce il fatto suo: a partire da Jazz Me fino a Jazz & Shreedy’s si parla di uno swing concreto e minimale, al giusto dosaggio di house, che appartiene di diritto all’esperienza del produttore germanico. Un aspetto non scontato, che suona ancora più evidente in Happy Swingin’ e nella già citata 1927, dove i momenti di attesa vengono sapientemente miscelati ai campionamenti di voce vintage, con il felice risultato di un suono allegro e sostenuto. Allora è il momento di festeggiare, sia per noi ascoltatori che per il barbuto dj. E quale colonna sonora, se non uno swing firmato Shemian?

(03/01/2012)

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Matteo Monaco

Fondatore e collaboratore permanente di OUTsiders. Scrivo per Tagli, dopo aver collaborato con Però Torino e Ondarock.

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