Sepultura – The Mediator Between Head And Hands Must Be The Heart

Scheda
Rispetto al genere
6.5


Rispetto alla carriera
5.5


Hype
6.0


Voto
6.0

6/ 10

di Matteo Mezzano

sepultura

A due anni di distanza dal fallimentare e dimenticabilissimo Kairos, tornano i Sepultura con  questo nuovo The Mediator Between Head and Hands Must Be the Heart, con lo scopo di risollevare il nome ai fasti di un tempo. Fallendo.

Via il dente via il dolore, l’album non graffia, non lascia il segno. Le tracce non sono malvagie in senso stretto, qua e là ci sono spunti interessanti e la qualità tecnica degli strumenti è elevata, tuttavia i singoli brani non superano mai la sufficienza, si fanno ascoltare ma nulla più, complice anche il cantato di Derrick Green che in alcuni casi risulta semplicemente piatto (Trauma of War, dove si fatica a distinguerlo da un rumore di fondo) in altri del tutto insignificante (Impending Doom, The Age of the Atheist) e in altri casi persino d’ostacolo all’ascolto di un brano potenzialmente interessante (Tsunami, per me la migliore e più solida). Alcune canzoni sono, almeno dal punto di vista strumentale, molto valide e interessanti: oltre alla già citata Tsunami, degna di nota è anche Manipulation of Tragedy, molto d’impatto, energica e depositaria di quello spirito tribale che tanto avevamo amato in passato. Va menzionata anche Grief, la più particolare dell’album, quasi sperimentale, calma e distesa prima, furiosa e incisiva poi, la chicca che non ci fa perder le speranze. Tuttavia gli altri brani lasciano quel sapore dolce amaro di Meh! che fa storcere il naso, come di fronte a un bravo bambino che si rifiuta di impegnarsi per raggiungere più del sei, a maggior ragione perché le idee ci sono, ma sono affossate da scelte vocali discutibili. In definitiva l’album non mi ha soddisfatto, troppe imperfezioni che da un gruppo di questo calibro uno non si aspetta. Non è una bocciatura, giusto perché l’album è ricco di spunti per futuri lavori, ma è necessario un cambio di rotta. Chaos A.D. non è mai stato così lontano.

(06/11/2013)

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Matteo Mezzano
Matteo Mezzano

22 anni, studente di Ingegneria Nucleare al Politecnico di Torino, batterista occasionale.