[REVIEW] Septicflesh – Titan

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
7.5


Voto
7.5

7.5/ 10

di Luca Nasetti
Septicflesh Titan promotional photo

Septicflesh Titan from Atene: “Titan” è una’ambiziosa (quanto riuscita) opera death metal orchestrale

Solenne inno all’equilibrio e alla tecnica. La banalità e l’eccesso sono “titani” da abbattere, sconfiggere e per molti versi da ignorare. La sostanza dell’ellenico Titan consacra per la seconda volta (dopo The Great Mass) i greci metal orchestrali Septicflesh. La sezione sinfonica, come sempre affidata alla Filarmonica di Praga, non spacca mai in due il pezzo: accompagna il riff e la melodia, ma quando c’è bisogno li supporta entrambe. I fiati e gli archi si inseriscono perfettamente nell’economia del brano, rendendolo sempre diverso e ricco di accelerazioni, tempi bassi e groove death metal da manuale. La canzone così risulta molto dinamica, anche perché i numerosi riff e la ritmica presenziano la track dandogli corpo e sostanza. L’album non eccede mai in stranezze o forzature dovute alla sezione sinfonica, così i distorti non devono lavorare più del dovuto per ricordare all’ascoltatore che Titan non è un’opera lirica, ma metal. Eppure in brani come Burn (best track dell’album), sarebbe difficile dividere i chorus, i riff quadrati dalle parti orchestrali, perché il brano risulterebbe inutilmente noioso e banale. La consapevolezza della band nel registrare il disco è più che evidente: eliminare tutto ciò che c’è di superfluo per evitare di trasformare l’opera di metal concezione in una “barocca” e malsana imitazione di se stessa. Gli stacchi classici, le variazioni di ritmo, suono, tempi e strumenti conciliano perfettamente con la tradizione della band e danno nuove interpretazioni del death metal.

(16/07/2014)

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Luca Nasetti