Schoolboy Q: dream of Californication

di Redazione

“Oxymoron” è un disco che sa mettere d’accordo gli ascoltatori dai gusti tradizionali (Nas?) e quelli che sono cresciuti con i beat e gli MC degli Anni Dieci (Odd Future?). La bomba del 2014.

di Carlo Cian  West Coast, Los Angeles: i più non si stupiranno nel sentir parlare ancora dell’ormai fucina di talenti che negli ultimi anni ha messo in mostra tantissimi nomi. Alcuni di essi sono andati ben oltre il debut album ed ora dettano le regole di quel gioco che chiamiamo hip hop. Quincy Matthew Hanley – in arte Schoolboy Q –  entra di diritto tra gli artefici di questa scena. Due anni sono passati dall’ottimo “Habits & Contradictions”, disco purtroppo rimasto nell’ombra a molti a causa della “bomba Kendrick Lamar”, che in poco tempo si è impadronito con prepotenza della scena losangelina. Il marchio di fabbrica è lo stesso, un brand solido e garanzia di buona qualità: “Black Hippie”, crew creata da Ab-Soul e Jay Rock e portata alla ribalta da Kendrick Lamar per l’appunto. Un disco d’impatto; “Oxymoron” sa mettere d’accordo sia gli ascoltatori più esigenti e dai gusti tradizionali (Nas?), sia quelli che sono cresciuti con i beat e gli MC del terzo millennio (Tyler, The Creator?). Dodici tracce per stupire ed incantare; con basi e sonorità a volte non del tutto originali ma che si sposano alla perfezione con il flow rapido e sempre tagliente. “Collard Greens” presenta il disco con uno Schoolboy che dimostra di sapersela cavare alla grande dietro al microfono e il featuring di Lamar mette una buona parola anche per i più scettici. L’anima del cantante emerge con “Studio”: una sequenza di foto e di esperienze di vita narrate su una base cupa e malinconica. Quincy esce a testa alta dall’ombra dei suoi mentori e si afferma come una delle teste di serie della “Interscope Records“.

(24/04/2014)

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