Sara Bareilles – The Blessed Unrest

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
5.5


Voto
6.8

6.8/ 10

di Simone Brunini

sara-bareilles-releases-brave-enough-tour-videosThe Blessed Unrest è il quarto disco della cantautrice californiana Sara Bareilles (il terzo con una major). Saranno in pochi a considerare questo album degno di nota, visto che nel nostro panorama musicale è stata quasi unicamente rappresentata dal singolo di successo Love Song e da poco altro ancora; così non è andata negli States, dove la giovane pianista ha riscosso un notevole successo e vanta ora un seguito di tutto rispetto così da rendere questo disco meritevole di essere segnalato.
Sono passati due anni da Kaleidoscope Heart che aveva seguito le orme dei suoi predecessori, confermando le qualità artistiche di questa giovane ragazza, ma senza far gridare nessuno al miracolo attestandosi ad un livello discreto di qualità. Sembra invece di ben più solida sostanza questo LP, che si candida ad essere uno dei dischi pop migliori di quest’anno (complice anche della scarsa qualità degli avversari proposti fin’ora).

La Bareilles è cresciuta molto dal punto di vista artistico e personale nel biennio che ha diviso il suo ultimo lavoro da questo, riuscendo cosi a dare maggiore qualità alla sua composizione e sostanza ai contenuti proposti nei testi. Tutto il disco è una descrizione del mondo che la circonda visto attraverso una visione innocente e fantasiosa; un approccio che può ricordare alcuni lavori di Tori Amos.
I brani contenuti spaziano, ovviamente, fra quelli che sono i canoni tipici del genere con pezzi più introspettivi come le dolcissime ballate piano-voce “Manhattan” e “Islands”, alternati a brani più allegri e mainstream, capitanati senza dubbio dal primo singolo estratto “Brave”. C’è anche lo spazio per qualche esperimento più coraggioso come nel caso di “Hercules” e “December” o delle più elettroniche “Eden” e “I Choose You”.
Così com’era sempre stato nelle uscite passate,  anche in questo disco è presente una gran cura per gli arrangiamenti e per i testi, sempre ispiratissimi; ancora più del solito è stato curato dalla Bareilles il lavoro in studio, e a tal proposito è da segnalare la parentesi jazz di “Little Black Dress” e l’ispiratissima “Chasing the Sun”, forse le due tracce migliori fra le 12 proposte.
Non si può non citare e segnalare la grande qualità vocale che Sara usa in tutto l’album con il suo timbro potente e magnetico nel suo gettare positività in ogni singola nota che usa, appoggiandosi con grande padronanza e sicurezza alla base di pianoforte ben presente in ogni brano, ricordando in questo aspetto la più nota e celebrata Alicia Keys.

The Blessed Unrest è insomma un disco da ascoltare, perché in un panorama pop sempre più vuoto e dove fa capolino solo la spettacolarità fine a se stessa, dove sono proposti sempre più spesso adolescenti (anche talentuosi) con poco o nulla da dire, si sente il bisogno di valorizzare talenti semplici e genuini capaci di tirare fuori dalle propri corde dischi come questo. Un album onesto, fatto con passione e che si farà sicuramente apprezzare da chi cerca del buon pop d’autore; che sicuramente non cambierà la storia della musica ma che di questi tempi male non fa. Dov’è marcato ed evidente il lavoro di una ragazza che mette se stessa e la sua musica in gioco senza paura.

(23/07/2013)

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Simone Brunini
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