Saigon – The Greatest Story Never Told Chapter 2: Bread & Circuses

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
7.2

7.2/ 10

di Lorenzo Li Veli

Le etichette, si sa, sono difficili da togliere. Una volta che un personaggio viene additato in una tal maniera, far cambiare idea al pubblico è un’impresa disperata. Lo sa bene Saigon, talentuosissimo rapper di New York, poca voglia di emergere e tanta sfortuna con le etichette discografiche. Dopo un’ottima serie di mixtape, nel 2006 doveva finalmente essere arrivato il momento dell’esordio, dal titolo altisonante: The Greatest Story Never Told, però, dopo costanti rinvii, ha visto la pubblicazione in sordina. Per tutti questi anni, Saigon è stato considerato un rapper poco prolifico, dal talento sconfinato, ma destinato a scomparire. A novembre 2012 è uscito il seguito di The Greatest Story Never Told, Bread & Circuses (traslitterazione inglese del detto latino panem et circenses), secondo lavoro ufficiale in diciotto mesi, ma Saigon rimane lo stesso, ingiustamente, sinonimo di “fallito”.
Bread & Circuses dimostra che le sensazioni su Saigon non erano errate: la classe c’è, e anche tanta. Saigon è un rapper dotato di un flow spesso, coinvolgente, con una gran capacità di creare incastri lirici complessi, ma immediati. Se a queste qualità, si aggiungono anche testi ricercati, la combinazione non ha possibilità di fallimento. Basti pensare alla politica Blown Away, carrellata di personaggi (Martin Luther King, Abraham Lincoln, JFK, Marvin Gaye, Bob Marley e molti altri) considerati scomodi e, quindi, eliminati, e al suo seguito Blown Away Pt. 2 con Stic.man dei Dead Prez. Il suono grezzo non passa mai di moda, come dimostra l’altro singolo di lancio, Not like them con Styles P, o Yeah yeah. Globalmente, Bread & Circuses risulta un album godibile, ma con troppi ritornelli di scarsa qualità che spezzano la fluidità delle strofe. Altra pecca, le svolta sonora pop adottata in alcune canzoni, con basi diverse da quelle cui Sai aveva abituato. Quando però Saigon viaggia a suo modo sulle sue solite basi, è semplicemente uno dei migliori.

(25/11/2012)

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Lorenzo Li Veli
Lorenzo Li Veli

Caporedattore e gestore della sezione black music. Studente della magistrale di Ingegneria Energetica @ Politecnico di Torino