Ron Sexsmith – Forever Endeavour

Scheda
Rispetto al genere
6.5


Rispetto alla carriera
6.5


Hype
6.5


Voto
6.5

6.5/ 10

di Edoardo D'Amato

Il 2013 è anche il ritorno in studio di uno tra i più apprezzati song-writer della scena canadese: a due anni di distanza da Long Player Late Bloomer, Ron Sexsmith fa uscire il suo 13esimo album. E’ Forever Endeavour, prodotto insieme a Mitchell Froom, l’ultima creatura di questo musicista che aveva offerto ai posteri il suo capolavoro soltanto nel 2006: prima di Time Being infatti, disco che sorprendeva per la sua alta vena compositiva direttamente ripresa da Ray Davies e Leonard Cohen, la discografia del cantautore di St. Catharines non aveva mai preso il volo. Ora sostanzialmente la musica non è cambiata: un pop folk vicino a Tim Hardin, ma anche ai Beatles e soprattutto a Paul McCartney, che viene riproposto in ogni disco. Il tutto si apre con Nowhere To Go, traccia apripista dal tono un po’ malinconico, che in effetti è una prerogativa di tutto questo Forever Endeavour: ci sono i tratti tipici della discografia dell’artista canadese, e in primo luogo la sua cantilena elegante, disinvolta e tipicamente “fratturata”. E’ toccante e onesto, senza essere però troppo sdolcinato o sentimentale: Sexsmith canta il potere salvifico dell’amore, anche di fronte alla fragilità della vita. Infatti il cantautore era stato colpito nel 2011 da un cancro, e ovviamente tutto ciò si ripercuote nel disco (basta sentire alcune tracce, come The Morning Light o Deepens With Time). C’è quindi uno stato riflessivo molto acuto, che si ritrova anche in Sneack Out The Back Door, dove si approfondisce il tema del tempo, dell’invecchiamento inevitabile e della morte. Questa atmosfera si alleggerisce nel finale, con il piacevole swing di Me Myself And Wine e il senso di redenzione di She Does My Heart Good. Un buon ritorno per Ron Sexsmith, che non abbandona mai il pop folk degli esordi e gli amati Paul McCartney e Elvis Costello, strizzando però gli occhi anche al Johnny Cash di American Recordings e al Beck di Sea Change.

(16/02/2013)

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Edoardo D'Amato
Edoardo D'Amato

Direttore. Classe 1990, ho visto nascere OUTsiders e ora cresce insieme a me. Collaboro anche presso il network www.fantagazzetta.com.