Rolling Stones – Grr!

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
9.0


Voto
8.3

8.3/ 10

di Lorenzo Modica

Con l’eccezione di Elvis Presley, i Rolling Stones sono gli artisti più rieditati del rock. Da Big Hits (High Tide and Green Grass), che è uscito due anni soli dopo il loro debutto, a Forty Licks, l’eccellente doppio album prodotto una decina di anni fa, in occasione del 40° anniversario della band. Gli Stones si sono sempre assicurati che i fan non avrebbero mai avuto bisogno di guardare troppo lontano per  ritrovare (I Cant Get No) Satisfaction.
Quindi che abbiano festeggiato il loro 50° anniversario con un’altra compilation non è una sorpresa assolutamente per nessuno. E anche se molte di queste canzoni – tra cui, sì, Satisfaction – stanno facendo la loro ricomparsa dopo 25 anni, non si può negare la bontà della grande musica che troviamo all’inizio di Grr!, dal primo singolo Come On sino alla conclusione. In mezzo, per inciso ci sono alcune delle canzoni più belle e influenti del rock.
Prendendo spunto dalle quaranta tracce che hanno commemorato il 40° anniversario, Grrr! si ripete e festeggia il 50° con 50 brani che si sviluppano su tre dischi. Elenchiamo alcuni di quelli che tutto il mondo conosce o la maggior parte: Paint It Black,Brown Sugar, Honky Tonk Women, Sympathy for the Devil, Start Me Up – tutti i classici, tutto qui.
E dal momento che l’album gioca cronologicamente, colpisce il suo passo sul secondo CD, che inizia con Jumpin’ Jack Flash e si conclude con la disco/ballad: Fool to Cry. Ma anche l’ultimo disco, che tenta di riassumere gli ultimi 35 anni in 17 canzoni, si stacca sorprendentemente da questa impostazione e inizia a riempirsi in maniera più casuale, inserendo alcuni degli ultimi successi come Miss You, Undercover of the Night e Mixed Emotions.
Grrr! si conclude con due nuove canzoni, Doom and Gloom  e One more Shot, un robusto shuffle da bar che ricorda il meglio del loro materiale anni ’80. E in entrambe ritroviamo chiaramente il sound degli Stones. La vera questione, però, è se le due nuove tracce hanno un così alto valore da aggiungersi  a questa antologia degli Stones. I brani precedenti sono tratti di segmenti essenziali della fondazione permanente del rock ‘n’roll, e non hanno più nulla da dimostrare. Come tutti quelli che conoscono le loro canzoni, e sono molti, lo sapete già anche voi.

 

(18/11/2012)

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Lorenzo Modica
Lorenzo Modica

Redattore. Scrive sul webzine OUTsiders dal 2011, frequenta la facoltà di Lingue e Letterature Straniere presso l'Università di Studi di Torino. Appassionato di rock, indie rock, e sottogeneri. Contatti: owomoyela90@gmail.com