Rob Zombie – Venomous Rat Regeneration Vendor

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
8.0


Voto
7.8

7.8/ 10

di Isabella Parodi

Trent’anni di carriera sulle spalle bastano a stancare un uomo? No, se l’uomo in questione è Rob Zombie, una delle personalità più controverse dell’alternative metal, autore di show esplosivi e terrificanti e innamorato di quell’orrore cinematografico sporco e grezzo che da anni influenza la sua carriera musicale. L’ex frontman dei White Zombie è ormai da tempo alle prese con una fulgida carriera solista e contemporaneamente con una graditissima serie di performance come regista di film horror. Quella del 24 aprile è infatti una grossa data per tutti i suoi fan, che in un sol colpo si beccano disco, film  (Le Streghe di Salem) e l’omonimo libro (versione romanzata del film). Insomma, un’uscita bomba, che può lasciare un po’ perplessi: per un artista maturo e con stuoli di fan come Rob Zombie si potrebbe sentire puzza di mossa commerciale. E magari lo è anche ma la cosa non ci tocca, poiché qui non si parla dell’ennesimo venale intrattenitore ma di un artista a tutto tondo, che col nuovo disco ha riconfermato le sue arcinote doti di musicista e showman. In Venomous Rat Regeneration Vendor Zombie ci travolge con dodici tracce del suo inconfondibile metal fulmineo (mai oltre i quattro minuti e mezzo), orecchiabile e spacca ossa: prevedibile, visto che il suo quinto album da solista aggiunge un nuovo ex pupillo dell’amichetto poco raccomandabile di nome Marylin Manson. Il basso di Piggy D era da tempo una sicurezza, come la corposa chitarra di John 5; con la nuova batteria di Ginger Fish si pesta durissimo dall’inizio alla fine dell’album, dando insieme vita a un sound duro come un pugno nello stomaco, instancabile e sporco come una scatarrata sanguinolenta del Captain Spaldung dei suoi film.
imagesL’apertura in pompa magna con Nosferatu Teenage Pussy prelude all’andazzo distruttore dell’album, riportandoci in qualche modo alle atmosfere di quella Living Dead Girl con cui Zombie esordì da solista parecchi anni fa; Dead City Radio And The New Gods Of Supertown è già indiscutibilmente hit, anche grazie al video stile freak in bianco e nero capitanato da un Rob Zombie coperto di luridi dreadlocks e occhialoni da sole: come sempre gustosissimo il pacchetto completo video-musicale di cui il frontman è chiaramente esperto. Lo Zombie-party continua con i tocchi elettronici di Revelation Revolution e i ritmi orientaleggianti del pezzo-lampo Theme For The Rat Vendor approdando poi al groove umoristico di Ging Gang Gong De Do Gong De Laga Raga e al funky-industrial di Rock And Roll (In A Black Hole). Il milkshake di stili musicali è evidente fin da subito ma rimane coerente, nonostante l’accostamento dell’heavy metal che il frontman aveva fatto suo all’epoca dei White Zombie (Behold, The Pretty Filthy Creatures! non suona nuovo, ma è musicalmente magistrale) e il rock ‘n roll tutto anni zero più leggero e commerciale che in mano sua non può che evocare atmosfere filmiche truculente alla Rodriguez e Tarantino: è il caso dell’irresistibile White Trash Freaks e We’re An American Band (cover dei Grand Funk Railroad). Momento invece decisamente hard rock in Lucifer Rising in cui John 5 ci dà dentro come non mai, così come nella molestissima The Girl Who Loved The Monsters, in cui non è difficile immaginare la bella mogliettina Sheri Moon in preda a deliri alcolici voodoo. La chiusura a stacco con Trade In Your Guns For A Coffin, con quel punk-blues lercio accelerato è il tocco di classe con cui Zombie ci congeda, uno sbeffeggio che dice a tutti “Sono al top!”, per chiunque dubitasse sull’intelligenza e l’inventiva dell’artista estremamente intelligente che si nasconde dietro a quella maschera prevedibile da metallaro capellone. Ed è proprio vero, Rob Zombie è ancora decisamente al top.

 

(25/04/2013)

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Isabella Parodi
Isabella Parodi

Rubrichista per OUTsidersmusica e studentessa di grafica al Politecnico di Torino. Aspirante a specializzazione in design cinematografico di approccio sia pratico che teorico.