[REVIEW] Nicolas J. Roncea – Eight (part one)

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
7.0

7/ 10

di Davide Agazzi

1

A due anni di distanza dal suo ultimo ed apprezzato Old Toys, Nicolas Roncea torna a far parlare di sé con Eight, primo capitolo di un più complesso progetto discografico tripartito nel tempo. Per il musicista piemontese cresciuto a pane e punk-rock americano – e già noto alle cronache nazionali come bassista dei Fuh e chitarrista del gruppo Io Monade Stanca – si tratta di una nuova avventura in quel meraviglioso mondo acustico che è l’indie-folk d’oltreoceano. Non a caso tra i suoi beniamini non mancano personaggi complessi e malinconici come Micah P. Hinson, Bon Iver ed Ellioth Smith, con il quale è facile tracciare un immediato collegamento numerico (Figure 8?). Le trame chitarristiche sono senza dubbio il cavallo di battaglia di questo cantautore degli anni 2000: avvincenti, combattenti, cariche di ritmo e di un’energia drammaticamente esplosiva. Basta ascoltare l’attacco di Forever With Ghost: sembra quasi di tornare ai tempi di Folsom Prison con Johnny Cash e qualche altro bandito rock’n’roll. Il resto del disco è un alternarsi di visioni contemplative e polverose suggestioni senza tempo: non è certo un album rock nel senso più stretto del termine, ma durante tutti gli otto brani aleggia un’aria cupa e e nostalgica, figlia di un percorso musicale ormai maturo. Ora non resta che aspettare il seguito della trilogia, con parecchia curiosità e qualche timore sulla resa di un prodotto tanto ambizioso: è certamente consigliata qualche variazione sul tema, ma le premesse sono tutte positive. Lasciamoci sorprendere.

(01/11/2014)

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Davide Agazzi
Davide Agazzi

Giornalista pubblicista, scrive per La Repubblica e perde il suo tempo ascoltando dischi che agli altri non piacciono. Appassionato di distorsioni psichedeliche, contaminazioni balcaniche e vecchiume affogato nel whisky.