[REVIEW] Anna Calvi – Strange Weather

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
6.0


Voto
7.0

7/ 10

di Redazione

rsz_anna_calvi

di Simona Strano  Strange Weather, nuovo ep dell’artista italo-britannica Anna Calvi, smorza l’attesa di nuovi brani da divorare a pochi mesi dalla release del secondo album ufficiale. Solo a ottobre 2013 la Calvi ci aveva infatti deliziati con One Breath. Strange Weather (che contiene cinque intense riletture che fanno della drammaticità la loro chiave di volta) si avvale inoltre della preziosa presenza di David Byrne. Tra la versione sofferta e sensuale di Papi Pacify di FKA Twigs e I’m the Man That Will Find You di Connan Mockasin (che diviene una suadente canzone da pretenziosa notte newyorkese) è Ghost Rider – brano signature dei Suicide – la vera sorpresa: quando il protopunk continua a suonare come musica d’avanguardia la Calvi ci si tuffa dentro ad occhi chiusi. La title track Strange Weather (della cantautrice Keren Ann) è un intreccio delicatissimo di voci: Calvi e Byrne, fedeli alla versione originale, ne potenziano e celebrano gli innegabili punti di forza. L’ep si chiude come Bowie chiuse Aladdin Sane nel ’73: Lady Grinning Soul è una impercettibile ragnatela di voce e piano. Bastano poco meno di 4 minuti di virtuosismi per spezzare l’incantesimo. L’album tributa palesemente i freaks della musica del presente e del passato: brani di personaggi fuori dagli schemi rivivono in una nuova veste, forse più oscura ma, per certi versi, più fruibile.  Ancora una volta – nonostante l’assenza di inediti – Anna Calvi non delude. Classy.

(18/09/2014)

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