[REVIEW] Real Estate – Atlas

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.5


Voto
7.5

7.5/ 10

di Simone Picchi

real estate

Tempo di viaggi verso itinerari assolati, schitarrate in spiaggia, amori estivi. Il tempo dei Real Estate. I quattro del New Jersey con la loro musica rappresentano al meglio l’umore di una stagione. Figli indiretti del surf rock anni ’60 elevato alla modernità, tornano con il terzo lavoro in studio con l’incognita della strada da intraprendere dopo due album immobili nella loro offerta musicale.
L’atmosfera continua a muoversi su tappeti musicali che non affondano mai su lidi che prediligono l’intimità al limite dell’onirico all’esteriorità. In tal modo Had To Hear apre le piste ad un percorso che rimarrà coerente per tutta la durata del disco. In un’organizzazione musicale uniforme risaltano Crime e Primitive per un maggiore impatto malinconico e Horizon per i suoi ritmi più elevati e tirati. Trovano spazio anche episodi più “mainstream” come il singolo Talking Backwards e l’ampiezza corale di The Bend, pezzo più lungo dell’album con i suoi cinque minutiTra le proposte di un genere decisamente chiuso alla sperimentazione come il loro, i Real Estate dimostrano di essere una delle compagini migliori, a rappresentare la bellezza di un cammino dove un Mac DeMarco, al contrario, incarna l’alienazione quotidiana. Il futuro è ignoto ed i Real Estate nel caso del loro non sembrano preoccuparsene, dedicandosi nel migliore dei modi alla magia del momento.

(08/08/2014)

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Simone Picchi

Studente di Scienze politiche a Messina, collaboratore recensore/reporter/intervistatore/factotum.