[REVIEW] Quarter Past One – The Ballad of Reading Gaol

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
6.0


Voto
6.7

6.7/ 10

di Simone Brunini

QPONE20148

Cosa succederebbe se mescolassimo liriche del 1800 alla musica brit-rock di oggi? Una possibile risposta possiamo trovarla nell’ultimo lavoro dei Quarter Past One: The Ballad of Reading Gaol. In questo terzo album i ragazzi mantovani hanno deciso di cimentarsi con i testi scritti da Oscar Wilde durante la sua prigionia nel carcere di Reading, il risultato è un concept album formato da undici tracce, che prova a dare un sound ai più noti scritti del poeta britannico. Ne viene fuori un disco, che già dalla traccia d’apertura Oh Moaning Wilde, definisce chiaramente la direzione stilistica intrapresa: delicato e brillante, le parti musicali contornano le parole senza essere mai invadenti, la voce principale ed i cori sono calate nel migliore dei modi nelle ambientazioni che queste canzoni risvegliano, non si può non pensare ad una passeggiata al calore del sole in un verdissimo St. James’s Park di Londra ascoltando The Secret House. La cosa più incredibile è come queste parole si attacchino perfettamente ad una musica alla quale pagano circa tre secoli di distanza, la modernità e vivacità dei contenuti è rinvigorita da questo contesto underground, come in A Death of Shame o The Prison, che i QPO interpretano magistralmente. Davvero un lavoro che non lascia indifferenti, potrebbe sembrare una scorciatoia quella di ripescare brani o contenuti di un famosissimo scrittore, ma non è così automatico riuscire a rielaborarli per un contesto a loro estraneo e apparentemente lontanissimo. I Quarter Past One hanno sapientemente ridato forza e vigore alle parole di Wilde senza che questo li abbia messi in secondo piano, anzi li vede protagonisti e padroni del risultato finale.

(02/07/2014)

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Simone Brunini
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