Punkreas – Noblesse Oblige

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
7.0


Voto
7.2

7.2/ 10

di Davide Agazzi

“Dal Futuro Imperfetto al No Future”. Così Paletta ha voluto sintetizzare il percorso evolutivo che ha segnato questi ultimi quattro anni dei Punkreas. Un cammino verso la nobilitazione, verso Noblesse Oblige, perché, continua il bassista “dopo vent’anni di berlusconismo ci sentiamo tutti un po’ più nobili”. La notizia, la più importante, al di là delle dichiarazioni, è che i Punkreas non sono cambiati. O meglio, non sono quelli di 90/93, ma l’impronta del disco, attenta, ancora una volta, alle tematiche sociali, alla politica, alla quotidianità, ha saputo evolversi, mantenendo sempre un tono personale e scanzonato. Noblesse Oblige è figlio della lotta No Tav, dello strapotere milanese della Lega Nord, della chiusura dei Circoli Arci, di tutto un insieme di motivi contro cui i Punkreas hanno voluto sempre combattere. Sempre in bilico tra la canzone italiana demenziale degli Skiantos e quella politica dei CCCP, dopo aver festeggiato i vent’anni di carriera, i Punkreas offrono un altro segnale di continuità. Hanno voluto sperimentare, cambiando modo di registrare (senza più suonare e comporre contemporaneamente), affidandosi all’elettronica (Sesso a Pagamento) con qualche lecito dubbio, e confidando nell’amicizia di O’ Zulù dei 99 Posse e nella sezione fiati dei Bluebeaters.  Ed è proprio dalla collaborazione con il cantante napoletano che emerge forse la canzone più riuscita dell’album, quella Polenta e Kebab indirizzata al partito con la camicia verde, capace di cogliere con ironia gli aspetti più grezzi della politica moderna. Dal punk allo ska, fino alla tarantella di Il segreto di Pulcinella, c’è spazio per la Mozzarella Blu e per i manager rampanti che dovrebbero ridursi lo stipendio (La soluzione), con un occhio alla crisi economica servita come L’aperitivo del venerdì sera. Una sola pausa, Ali di Pietra, di cui avremmo potuto fare probabilmente a meno, per un disco in pieno stile Punkreas, che si canta e si poga senza troppa difficoltà, diventando un ottimo spunto di riflessione per questo nuovo 2012.

(09/02/2012)

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Davide Agazzi
Davide Agazzi

Giornalista pubblicista, scrive per La Repubblica e perde il suo tempo ascoltando dischi che agli altri non piacciono. Appassionato di distorsioni psichedeliche, contaminazioni balcaniche e vecchiume affogato nel whisky.