Pop, champagne e cuori spezzati: le notti bianche di Jessie Ware

di Mattia Nesto

Tough Love un è un disco pop elegante, orecchiabile e seducente come un mattino luminoso dopo una notte nera.

La prima cosa che si nota è la voce, che domina sovrana, attira a sé ogni singola stilla di concentrazione dell’ascoltatore, che viene come intrappolato nelle evoluzioni, molto orecchiabili e radio friendly della cantante, seducente e distaccata come un idolo post-moderno del tempo perduto. Perché è questo “Tough Love”: un album pensato dopo una notte insonne, passata a guardare, da una finestra aperta su un inaspettato mattino pieno di sole, la vita che scorre, prima lenta poi sempre più veloce, per i viali della città. “Say you love me” ad esempio, potenziale hit virale per qualsiasi compilation di Spotify ideata da un cuor ardente (meglio se spezzato), ci trasporta in una dimensione in cui una donna, bella forse addirittura bellissima, narra della paura di amare, dell’ansia che ti prende quando qualcuno o qualcosa ti spinge a gettarti dentro una storia, di cui nessuno può sapere la trama e la possibile, addirittura probabile, fine. E allora spazio ad un chorus da cantare a squarciagola in macchina, uomini, donne, omosessuali, bambini, transgender, ragazzi, vecchie e contabili inclusi “’Cause I don’t wanna fall in love/ if you don’t wanna try / But all that/ I’ve been thinking of/ Is maybe that you might”. I rimandi, dal punto di vista stilistico, sono piuttosto vari seppur tutti vadano rientrino in un medesimo alveo: una sorta di koiné di r&b, un bignanimo delle grandi voci femminili da radio, che va da Alicia Keys, scorre rapidamente Adele derubricandola in fretta, per approdare un attimo prima di Cat Power. Vi sono anche scivolamenti verso una dance dal sapore vagamente anni zero, come nella straniante Want your feeling, una specie di danza fredda per gambe lunghe, magre e toniche che però, almeno in questa notte bianca, nessuno potrà accarezzare o palpare, perché sono di proprietà esclusiva della ragazza in questione.  “Tough Love” è un buon esperimento per ascoltare una voce sensuale senza virare mai nel “sexy facile”. Una Charlotte Gainsbourg, per intenderci, senza il peso ingombrante di un cognome tanto obnubilante e omnicomprensivo da oscurare e coprire tutto il resto, dai meriti personali, alle botte di culo financo ad un vero, reale e autentico buon album. Se tornate a casa dalla vostra ragazza lasciate perdere i fiori o i dolci, almeno per questa notte. Ricordatevi solo delle sue gambe e della sua voce, perché in una notte bianca come questa, Champagne Kisses, non soltanto è la colonna sonora ideale: ma anche il reale consiglio su come comportarsi. In fondo crediamoci ancora una volta e poi basta, You & I (Forever).

(18/12/2014)

Commenta
Mattia Nesto

Fa’ che la morte mia, Signor, la sia comò ‘l score de un fiume in t’el mar grando