Pixies – Ep-2

Scheda
Rispetto al genere
4.5


Rispetto alla carriera
4.5


Hype
4.5


Voto
4.5

4.5/ 10

di Matteo Monaco

pixies-ep-2-2014-tour-datesÈ capitato a tutti di avere un compagno di scuola sfacciato. Il compagno che, senza aver fatto i compiti,  strappa sufficienze impossibili alla lavagna e se la cava ogni volta. A giudicare da fuori, sembra che ci riesca soltanto perchè è lui (o è lei). Ma è cosa rara, non da tutti. Ad esempio, davanti al secondo Ep di Francis Black e sodali, basta un attimo per capire che l’arte dell’arrangiarsi non è dono nemmeno dei Pixies.
Via il mito, via Surfer Rosa e Doolittle: il tonfo carpiato di Ep-2 punta dritto al pantano delle idee che fu proprio del precedente Ep-1. Come ci aspettavamo, come era prevedibile (data l’identica provenienza dei pezzi, già registrati e preparati per più uscite in formato ridotto). Ma non è solo una contrattura muscolare, nè solo la ruggine accumulata in quindici anni di silenzio. I Pixies di oggi sono ripartiti dallo zero assoluto, lasciandosi alle spalle una carriera da primi della classe e reinventandosi una veste consona all’età e alle aspirazioni di chi è rimasto. Dall’uscita di scena della rabbiosa Kim Deal, allora, i Pixies suonano un pop-rock condito all’aspartame – non completamente radiofonico, nè privo di qualche sfumato riferimento agli storici battibecchi di basso e chitarra (che meritebbero da soli un capitolo sul manuale sonoro dei 90). Se preferite, suonano come degli stanchissimi Smashing Pumpkins, costretti a ricercare lo smalto perduto armandosi di carta-carbone e dischi “giovani”, premendo bene sui solchi che conducono alla spensierata Scozia dei Franz Ferdinand (?!) – ma nella lista potrebbero starci anche le musicassette di un “notturno” Ligabue: la delusione prende il sopravvento, dopo il promettente riff di Magdalena e nel tono confidenziale (e posticcio) di Greens and Blue. Perfino quando Snakes prova a ricordare il sound nevrotico e dialettico di un tempo, l’Ep-2 finisce per sembrare finto, vecchio, indistinguibile dalla paccottiglia che infesta le più quotate “radio rock”. Tornino pure a trovarci, noi ci siamo. Solo una domanda, però: la prossima volta, quale guancia dovremo porgere?

(13/01/2014)

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Matteo Monaco

Fondatore e collaboratore permanente di OUTsiders. Scrivo per Tagli, dopo aver collaborato con Però Torino e Ondarock.