Pino Daniele – La grande madre

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
7.0


Voto
7.7

7.7/ 10

di Edoardo D'Amato

Dopo due dischi che avevano giustamente fatto sorgere più di un dubbio sulla piega artistica presa da uno dei personaggi più importanti del panorama musicale italiano dagli anni ’70 in poi, Pino Daniele esce con un lavoro che ci fa letteralmente innamorare(di nuovo) del chitarrista partenopeo. Un disco che esce a due anni di distanza dall’ultimo Boogie Man, e che è innanzitutto indipendente: infatti il cantautore ha deciso di lasciare i colossi discografici autoproducendosi(tramite la propria etichetta discografica Blue Drag), con un risultato che è innanzitutto sinonimo di libertà. Non avendo alcun vincolo creativo, Daniele esprime tutto sé stesso in un disco che raccoglie in sé il blues del passato, i ritmi latini e quell’essenza napoletana tanto cara al chitarrista. Tutto questo con il supporto di grandi artisti internazionali , tra i quali Steve Gadd alla batteria, Chris Stainton al piano e Mel Collins al sax. E’ Melodramma ad aprire il disco e già il titolo esplica le intenzioni:una ballata struggente in cui la delicatezza del pianoforte si mescola con l’ipnotica chitarra di Daniele e con la sua dolce e inimitabile voce. Niente come prima è il classico pezzo “estivo” e colorato che in pratica è presente in ogni lavoro del cantautore, come anche Searching for the water of life, realizzata in inglese a sostegno della campagna Save the Children Every One, per arginare la mortalità infantile. Due scarpe è un pezzo in cui la voce di Pino è accompagnata dal piano, una delicata ballata con il sax finale di Collins. Il singolo che trascina, che ci riconduce al Pino Daniele degli anni ’90, quello di Dubbi non ho e Amore senza fine, è però La grande madre, in cui il rock e il blues danno vita ad un riff che potenzialmente potrebbe diventare un vero tormentone. E quanto piace anche quella voce graffiante, tipicamente americana, che il blues man sfodera nella title track. C’è anche spazio per una cover di Eric Clapton, con cui il chitarrista di Napoli ha tenuto giusto qualche mese fa un concerto a Cava de’ Tirreni: Wonderful tonight celebra il chitarrista inglese, con una versione tradotta in italiano, alternato al sempre più maccheronico(e per questo spontaneo) inglese. Piedi nudi e Il primo giorno di primavera parlano del tema più caro all’artista : l’amore scorre da sempre nella tradizione napoletana, dal teatro alla musica. Ad elevare il disco a veramente interessante ci pensa poi The lady of my heart: come i migliori solisti, anche Daniele si permette(anche grazie alla maggiore libertà espressiva) un pezzo strumentale che risalta tutta la sua tecnica. Un po’ di sana vanità, un lusso che il chitarrista si concede e che lo ascrive nell’Olimpo delle chitarre più virtuose della nostra epoca. A renderlo un ottimo album, che vale la pena di riascoltare almeno cento volte, sono certamente Coffee Time e nel brano dialettale ‘O fra: si può qui apprezzare pienamente la scelta artistica di Pino Daniele, che ci delizia con il blues che più piace, con il rock che si michia al funky. C’è spazio per molti assoli, di chitarra ma anche di piano e di sax: insomma a questo lavoro non sembra mancare nulla. A chiudere una nuova tappa della musica di Pino Daniele è I still love you, dove c’è ancora spazio per parlare d’amore, la linfa del mondo, che forse è l’unica medicina ai mali di questo tempo segnato da un generale imbarbarimento.

(12/04/2012)

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Edoardo D'Amato
Edoardo D'Amato

Direttore. Classe 1990, ho visto nascere OUTsiders e ora cresce insieme a me. Collaboro anche presso il network www.fantagazzetta.com.