Phèdre – Phèdre

Scheda
Rispetto al genere
5.0


Rispetto alla carriera
4.0


Hype
4.0


Voto
4.3

4.3/ 10

di Giorgio Albano

Gruppo strano, strano davvero. Si auto definiscono sul loro sito : “tre amanti provenienti da Monaco ” ma i post in inglese e francese fanno pensare diversamente. Oltre ai dubbi sulla loro nazionalità anche il modo di porsi ( e in generale tutto il progetto) è sviluppato in modo a dir poco originale. Il gruppo si atteggia più come una compagnia teatrale intenta a recitare vecchie opere greche dedicate al dio Bacco che ad un gruppo elettronico. Detto questo il loro sound non può che essere un misto di sperimentazioni, talvolta fin troppo estreme. I synth regnano sovrani ma si possono riscontrare anche influenze rap, come in “Cold Sunday”, o retaggi anni ‘60 dai suoni decisamente americani con “Ode to the swingers”  e non solo. Proseguendo col disco si incontra “in Decay”.  Primo singolo estratto e decisamente miglior canzone dell’album racchiude perfettamente quella che è l’anima dei Phèdre; anima che spesso fatica a venire fuori, sotterrata dalla tanta voglia di innovare del gruppo. E’ proprio questo il vero tasto dolente del disco: i suoni e gli arrangiamenti sono piuttosto originali (soprattutto nelle canzoni migliori), ma risultano piuttosto confusionari, facendo perdere un filo conduttore già di per se piuttosto sottile. Definito da molti come un disco di esperimenti e prove, in effetti non ha tanto l’aspetto dell’album. Le nove tracce( più una intro iniziale) risultano slegate e poco omogenee, i suoni futuristici sono accordati con una certa anima epica che cerca sempre di emergere creando solo una maggiore confusione. Solitamente il gruppo piace al primissimo ascolto per via delle soluzioni innovative che trovano e della simpatia che istintivamente suscitano, ma tracce come  “Dreams” ti fanno rivalutare tutta la considerazione che avevi di loro. Detto questo sarebbe però ingiusto parlare solo di aspetti negativi. I Phèdre hanno, oltre ad un progetto innovativo, un indiscusso talento che però fatica ad emergere. Ascoltandoli ci si accorge che molti suoni o giri melodici sarebbero parecchio validi ma andrebbero sviluppati in modo diverso, migliore. In ogni caso il gruppo ha delle potenzialità. Ci si deve anche ricordare che il trio è all’album d’esordio, pertanto meritano comunque di essere seguiti  per valutare i prossimi lavori e i cambiamenti che ci saranno. Indubbiamente il potenziale c’è.

(05/05/2012)

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Giorgio Albano
Giorgio Albano

Redattore.