Persian Pelican – How To Prevent a Cold

Scheda
Rispetto al genere
9.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.0


Voto
8.3

8.3/ 10

di Giampaolo De Pietro

persian-pelicanUn disco per ripararsi dal freddo, con grazia a colori, con i caldi ricchi arrangiamenti, di canzoni suonate e “inventate” come un discorso fornito di climi e visioni, tra folk armonioso e stralunato al punto esatto – un ascolto germogliato tra la neve e il ghiaccio artico – Andrea Pulcini, in arte Persian Pelican (accompagnato da Marcello Piccinini alla batteria, Paolo Testa alla fisarmonica  e Francesco Testa al violoncello) si destreggia tra chitarre chiare e colme di fortuna, archi e gentilezze, piano e elettronica così ben temprati da lasciare all’ascoltatore il tempo di muoversi deliziandosi di immagini e racconto, canto che scalda e trasporta. Melodie a voce e ritmi pop, che non nascondono la gioia di nascere e suonare soffici e accorate, luminose e vibranti, delicate e “rare” come certe fotografie di strade e solitudini. Crescere e sposarsi a una primavera pronta fuori dalla finestra, perché dentro chiama, accade. Le composizioni di questo secondo album dell’autore marchigiano (che avevamo avuto modo di “sentire” e scoprire con il suo ‘genetically modified folk project’ del primo album These cats wear skirts to expiate original sin)  dai tratti pellicani sono strutturate e cadenzate da tratti e fioriture intonati e “ballabili”; questo folk felice, verrebbe di definirlo così, ha tale grazia e pregio da renderlo pellicano in ogni suo grado di volo e migrazione, nell’aria respirata tra i passaggi orchestrati nei brani più “alti” di un disco davvero notevole, che l’artista porta ben volentieri dal vivo, immaginiamo in chiave acustica e non solo. Dorothy, il brano che chiude l’album sembra poi aprire la voglia di ripercorrere la strada dell’ascolto e riconcederselo – come i dischi ricchi di suggestioni, sembra un brano unico dalle varie ali, evocazioni, possibilità. Scoprire che Persian Pellican suoni poi, di recentissimo, un pezzo di Rosa Balistreri, facendolo suo (http://persianpelican.bandcamp.com/), ci rende ancora più affezionati al suo talento.

(19/02/2014)

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Giampaolo De Pietro