Pellicans – Dancing Boy

Scheda
Rispetto al genere
6.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
6.7

6.7/ 10

di Daniele De Donno

Il fenomeno che si sta verificando negli ultimi anni a livello musicale nell’ambito reggae (in tutte le sue varianti) è quasi paradossale: mentre in Jamaica le vibrazioni del passato, quelle che hanno posto le basi solide per la musica di oggi, sembrano esser scomparse o almeno accantonate per muoversi più verso le sonorità elettroniche o hip hop, in Europa e nel resto del mondo, i cantanti e le formazioni ispirate al mito Marley, sembrano aver raccolto l’eredità dei tempi andati, preferendo quindi melodie più radicate alla vera essenza della musica reggae come il roots, il rub-a-dub e anche il dub.
Una valida rappresentativa di questi gruppi, che ripropongono in una rilettura lievemente più moderna tali generi, è composta dagli italiani Pellicans che con il secondo lavoro Dancing Boy si ritagliano una sostanziale fetta nel mercato musicale europeo (ormai affollatissimo). Dalle casse risuona quel reggae melodico che ti fa immediatamente pensare alle spiagge della piccolissima isola dei caraibi, che incontra le assuefanti melodie del dub in un connubio perfetto di 11 tracce, che il vero ascoltatore amante delle original vibes sicuramente apprezzerà.
Il disco subisce, purtroppo o per fortuna, l’ondata delle melodie occidentali, influenzando in maniera minima alcune tracce come la traccia che da il nome all’album o Vampire, mentre i richiami dub sono molto presenti in tutte le canzoni (comprese 2 tracce But He Can Dub It e Short Dub che sono le versioni puramente dub di He Cannot Handle It e Short Circuit); questo gruppo dotato di forte personalità,  canta la continua voglia di cambiamento e con Dancing Boy ha colto assolutamente nel segno, avendo varcato i confini di una specie di terra di nessuno in Italia in cui questo reggae-dub sembra non essersi ancora sviluppato (escluse le varie e sporadiche produzioni di Paolo Baldini).
Il paragone con i Groundation è quasi scontato anche se è la prima associazione che affiora nella mente dell’ascoltatore; Dancing boy è un album che gli addetti ai lavori dovrebbero avere, ascoltare e percepire e che potrebbe spingere anche molti neo-ascoltatori del genere ad avvicinarsi al dub e alle sue mille sfaccettature.

(04/06/2013)

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Daniele De Donno
Daniele De Donno

Collaboratore. D'origini salentine, trapiantato a Torino per studiare Ingegneria Energetica presso il Politecnico. Appassionato di musica Rap e Reggae/Dancehall.