Patrick Wolf – Sundark and Riverlight

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
7.0


Voto
7.3

7.3/ 10

di Edoardo D'Amato

L’ ex bulletto che zompettava da una scuola all’altra durante una turbolenta adolescenza fa uscire il suo sesto album in studio: Patrick Wolf potrebbe già fare una raccolta a soli 29 anni. E in effetti il poliedrico musicista londinese con questo Sundark And Riverlight raccoglie il meglio di dieci anni di attività bagnati dall’esordio di Licantropy, però non con un mero greatest hits: si tratta di un doppio album che reinterpreta in chiave acustica alcune canzoni riprese dai precedenti album. Un approccio molto intimo, che live è ancor di più accentuato dalla presenza fissa sul palco dell’inseparabile violinista. Il tutto realizzato nei prestigiosi studi della Real World di Peter Gabriel, per aumentare la qualità audio delle tracce che dieci anni fa erano state registrate amatorialmente. Nel primo capitolo Wolf ha preso in considerazione “ il materiale più solitario e buio “, scritto in completa solitudine, mentre nel secondo ci sono “ canzoni di speranza e condivisione “. E così in Sundark c’è spazio per un pezzo come Oblivion: una traccia che in The Bachelor risultava essere elettronica, se vogliamo anche cattiva, molto adrenalinica. Qui invece tutto viene volutamente ribaltato e impoverito con una chitarra acustica e la sola voce di Wolf. C’ è posto poi anche per suoni dell’est: The Libertine riprende lo spirito libero dei Balcani. L’ansia e l’inquietudine ben presenti nella discografia dell’eclettico artista si fanno sentire in tracce come Vulture, ma anche in Bitten. Davvero riuscita poi la resa acustica di brani come Paris e Hard Times, dove violino e ukulele si intrecciano senza affanni. Il buio lascia i posteri alla luce: Riverlight è l’antitesi perfetta, dove troviamo rafforzati e migliorati alcuni pezzi di un non esaltante Lupercalia. Il disco si apre infatti con Together, che forse è la traccia che più subisce questo restyling: ora sentiamo un pezzo più latineggiante e fresco. A dominare come sempre violini, archi ( il cui uso smodato è stato oggetto di critica ) e piano: Wolf si conferma uno dei migliori artisti nel creare certe atmosfere e paesaggi, tipicamente inglesi. Possiamo quindi dire che il Lupo ha chiuso un cerchio con questo Sundark And Riverlight: dieci anni reinterpretati in modo mai banale, con un Patrick Wolf che arrivato a questo punto ( anche se ancora giovanissimo ) può semplicemente permettersi di rifare e reinventare sé stesso.

(07/10/2012)

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Edoardo D'Amato
Edoardo D'Amato

Direttore. Classe 1990, ho visto nascere OUTsiders e ora cresce insieme a me. Collaboro anche presso il network www.fantagazzetta.com.