Papa Roach – The Connection

Scheda
Rispetto al genere
6.0


Rispetto alla carriera
6.0


Hype
6.5


Voto
6.2

6.2/ 10

di Valerio Modica

I Papa roach continuano la loro evoluzione artistica, che cominciò già dal loro secondo album Lovehatetragedy : i molti fan del loro vecchio e grezzo Nu-Metal che potrebbero rimaner delusi nel non sentire più pezzi grintosi e molto rappati come “Last resort” “Between angels and insects”, dovrebbero però accogliere con entusiasmo la capacità di scrittura di Jacob Shaddix  e compagni, i quali in questo ultimo lavoro hanno saputo comporre molte canzoni “radio friendly”,  veri cavalli di battaglia da classifica, degne di competere con i singoli dei Nickleback o Theory of Deadman. Ogni band ha il diritto di cambiare direzione e aggiungere o cambiare idee creative lungo il proprio percorso artistico; c’ è chi parte da sonorità più commerciali per arrivare poi a un sound più ricercato e particolare, e chi prende la strada inversa, ed è questo che hanno fatto i Papa Roach. I loro intenti per questo disco sono stati rispettati, loro stessi avevano dichiarato a proposito di  The Connection:  Un album che abbraccia tutto quello che abbiamo fatto dall’ inizio alla fine, è come se connettesse i punti di tutti gli elementi del nostro sound” . Ed è cosi che suona l’ album, può non piacere ai più, ma rende bene l’ idea. Il primo singolo Still Swingin’ cerca di mantenere quella ruvidità di un tempo con il suo potente riff, ma già il ritornello ammicca a sonorità più moderne. La band, con l ‘uscita di questo disco, ha aggiunto molto in termini di elementi elettronici nella loro musica, tra cui loops e  delle tastiere molto interessanti,  come si nota in Silence is the enemy o in Give me back my life. Walkin dead è uno di quei brani che cercano di rimettere il rap al centro della canzone, ma c’ è ancora troppo poco delle liriche di un tempo, anche perchè in  The Connection, Shaddix raggiunge una notevole performance vocale e scrive anche dei bei testi, proprio come Walkin dead.
Le altre canzoni presenti nell’ album sono tutte molto orecchiabili e pronte da lanciare sul mainstream radiofonico, ma appunto per questo risultano essere meno originali e prive di personalità:  tracks come As far as i remember o Leader of the broken, sembrano pezzi già sentiti in stile 30 Second to Mars o gruppi affini. Questo in sostanza è la vera pecca di quest’ ultimo lavoro dei Papa Roach; poca originalità nel sound, che va irrimediabilmente  a conformarsi con il genere di altre decine e decine di band rock-Nu metal odierne.

(14/10/2012)

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Valerio Modica
Valerio Modica

Studente di cinema al DAMS di Torino,appassionato di musica suona sia il basso che la tastiera.