Pan del Diavolo – Piombo Polvere e Carbone

Scheda
Rispetto al genere
5.0


Rispetto alla carriera
4.5


Hype
5.0


Voto
4.8

4.8/ 10

di Elena Quaglia

È primavera. Tornano le foglie verdi e tenere sugli alberi, tornano a cinguettare gli uccellini arruffati dal freddo invernale, tornano i vecchietti sulle panchine dei parchi, le anatre dalla migrazione e le marmotte dal letargo. Dopo due anni non di sonno, ma di piena attività, con centinaia di concerti all’attivo, torna anche il Duo Dinamico palermitano, i Batman e Robin di Trinacria, i cugini meridionali di Elvis, insomma, Il Pan Del Diavolo.

Esce oggi Piombo Polvere e Carbone, l’ultimo album firmato Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo, e la sensazione di pacato stordimento che si prova nell’ascoltarlo non può essere imputata totalmente al languore d’aprile. Probabilmente l’errore sta nel tenere a mente, non senza un poco di affetto, le forme stilistiche e concettuali dei due lavori precedenti ovvero l’EP omonimo, una gemma semisconosciuta, e il prluripremiato Sono All’Osso, che ha dimostrato a suo tempo come fosse possibile fare musica davvero dura con due chitarre e una grancassa.

I rocchettari siculi duri lo sono ancora, eppure la ricca selezione di brani (disponibili in CD, vinile e download digitale)se proprio non delude, lascia comunque l’impressione di non aver afferrato il punto focale dell’insieme. È indubbio che ci si trovi di fronte ad un’opera a lungo studiata, con arrangiamenti irreprensibili ed un nuovo gusto per un blues elettrico e sofferto che regala brividi di emozione, come nell’ottima Vento fortissimo; ne La differenza fra essere svegli e dormire si avvertono invece tangibili tracce di psichedelia. Anche i testi sono curati nei dettagli per vincolare un ben preciso messaggio, abbandonando in molti casi il surrealismo ermetico che aveva caratterizzato i successi precedenti, per diventare inni che abbracciano il quotidiano, vedi Libero. l problema sta forse proprio in questa delicatezza inaspettata e un po’ noir, che così poco ha in comune con l’esplosione incontrollata, caotica e vitale a cui ci avevano abituati e che, alla fine, da loro ci si aspettava come una catarsi rigenerante fatta di sudore, corde maltrattate ed irresistibile pestar di piedi.

Partendo solitamente con un repertorio unitario di brani sufficienti per due album, molti definiscono il terzo come quello “della crisi” per numerose band, quello per il quale si incontrano le prime difficoltà nella composizione, per un cambio di stile e la tensione di poter deludere le aspettative. Piombo Polvere e Carbone rappresenta più che altro una svolta, un passo necessario in una direzione diversa, che offrirà al Pan Del Diavolo un’importante occasione per aggiustare la mira: non mancano infatti brani davvero convincenti, tra i quali si annoverano Donna dell’Italia, cui va una menzione speciale, o Scimmia urlatore ed Elettrica, preludio di un futura e fortunata ibridazione di stili, ma nel complesso il lavoro presenta qualche segno di stanchezza precoce e troppe somiglianze da “catena di montaggio”. Come si evince anche dal titolo, probabilmente è proprio questo il messaggio da afferrare, un’idea persistente di pesantezza simile allo smog cittadino che opprime i polmoni, ma la follia acustica dei giovani palermitani in questa veste mal si adatta all’impegno voluto.

L’augurio al duo diabolico è quello, dopo un bel sonno ristoratore che cancelli loro le occhiaie da abuso di overdrive, di poter fare ancora un passo avanti rispetto ai metalli pesanti, al particolato sottile e ai combustibili fossili riprendendo presto in mano il legno di un manico di chitarra. E di stupirci di nuovo.

(03/04/2012)

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Elena Quaglia

Redattrice. Lavora a RadioTrip.net (www.radiotrip.net) e RadioAttiva (radioattivarivoli.wordpress.com): nell'attesa di diventare una speaker professionista studia Scienze Forestali e scrive parecchio.