Ornaments – Pneumologic

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.0


Voto
8.0

8/ 10

di Redazione

L’essere fuoriclasse della musica e della sperimentazione. Creare melodie fuorigenere, senza produrre delle leggi che ne determinano l’essere fuorigenere. Non abusare dei cliché che ne descrivono lo stile e lo configurano. Badare alla superficie che immediatamente colpisce l’orecchio ma stare dietro ad ogni singola nota che in ogni singolo punto ha un significato diverso ogni volta che si ascolta il brano. Gli Ornaments riempiono ogni singolo istante di sfumature nervoso-vegetative che si dilazionano e mutano durante l’ascolto, creano emozioni con le note che sono più veloci dei pensieri e per questo inafferrabili. La musica è per questo gruppo solo un concetto formale entro il quale proiettare i propri pensieri interiori. Lo sviluppo dei pattern è solo un processo simbolico con il quale sublimare le proprie pulsioni più oscure. Rielaborare e fare molto di più: espandere le regole del post rock, del neo-progressive e fonderle nella dimensione dell’abissale essenza umana. Il vero artista non è colui che conosce perfettamente le regole del suono, il vero artista è colui che crea quelle regole.
Pesante e oscura inizia la chitarra di Pulse, con la quale viene aperta la mente dell’ascoltatore, con accordi che suonano come un martello violento plasmante l’acciaio di una dimensione metafisica sottostante il nostro mondo. Riflessiva e introspettiva la quiete di Breath che introduce e precede la delicatezza che sarà presente in ogni altro pezzo dell’album, sempre seguita da esplosioni di potenza cosmica che rivelano segreti emotivi afferrabili solo per pochi istanti, come in Aer, una marcia che nasce morente e lenta ma sul suo percorso trova la vitalità e il coraggio per illuminarsi ed elevarsi ad istinto di lotta, fino a sfociare in una trionfante e aggressiva vittoria di orchestrazioni post rock. Il quarto brano è dedicato al medico-filosofo che ha ispirato il concept, Galeno, vissuto nel secondo secolo dopo Cristo, primo a compiere studi sul cervello, avendo identificato che il Pneuma, l’alito vitale, la Physis razionale, risiedesse lì e non nel cuore, come la filosofia aristotelica voleva credere. Il percorso del raziocinio musicale continua con la title track, eccellente battaglia tra ritmiche dei diversi strumenti del quartetto. Una pausa per prendere il respiro con la breve e soffusa Spirits prima di finire catapultati nell’apocalittica e sanguigna L’ora del corpo spaccato, pezzo che fa si che l’album sia veramente considerato un pezzo d’avanguardia.
L’effluvio vitale, il pneuma del loro lavoro, si compone di questi 7 pezzi in cui la trascendentalità spirituale si incontra con la visceralità più pura. Nessun’altra parola terrena può servire a spiegare la metafisica del disco. Solo l’ascolto.

(28/02/2013)

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