Ola Podrida – Ghosts Go Blind

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
7.0

7/ 10

di Max Sannella

Quale che sia il genere e quale che sia il responso/risultato, sapere al millimetro come suonerà un dato disco prima di ascoltarlo è quasi utopia. Succede con questo disco – il terzo per l’esattezza – del cantautore americano David Wingo in arte Ola Potrida, un disco di buonissima qualità di songwriting che fa onore ad ascolti rilassati e stringenti, e per configurare una volta tanto la mira, le direttrici, che l’artista vuole consacrare al contributo della causa musicale yankee.
Non un disco portatore di novità e rivoluzioni nello sconfinato panorama dell’alt-rock, ma Ghosts Go Blind è una convenienza da amare, sorprendente, pregno di umori, suoni e riflessioni, chitarre solitarie e sguardi interiori che passano come i paesaggi che scorrono al di qua del finestrino d’un treno verso l’Ovest; dal suo Texas arriva con una chitarra in mano e rilascia ballate e stati d’animo paragonabili per affezione alle amarognole pastorali di certi Low ed Interpol, con derive nell’indie quotidiano di ”Speed of light”, “Staying in”. Tutte espressioni vissute appieno, che si possono anche recepire nella scuola Younghiana che risuona limpida e rockeggiante in “Not ready to stop”, proprio come nelle lussuriose ballate che in “Notes remain” hanno l’apice incontrastato e sognante tanto da aggiungerci un pads immacolato.
L’artista americano, tra acustico e elettroacustico, tira fuori un emblematico manifesto di amore e grigiosità, una tracklist tutta basata nelle sfumature cromatiche della notte o poco prima del suo arrivo, armonie che si abbandonano nello slow “Blind to the blues”, nell’easy-field della titletrack e nello sfondamento country intimo di “Some sweet relief”, tutte tracce che infine non subiscono quella roboante e irrefrenabile urgenza liberatoria e di accanimento, si possono distillare e centellinare come una pozione preziosa che tiene compagnia e ti fa sognare nei momenti di vuoto. Accomodatevi, c’è posto per tutti.

(17/05/2013)

Commenta
Max Sannella
Max Sannella

Redattore.Parolaio e giornalista da 20 anni, tra note e distorsori, con l'Umbria come terra e la musica come amante.