Of Montreal – Paralytic Stalks

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
8.0


Voto
7.7

7.7/ 10

di Giorgio Albano

Gli Of Montreal, ancora e come al solito, ci dimostrano che le apparenze ingannano. Non fatevi incantare dal primo veloce ascolto di questo disco, dall’immagine eclettica e colorata che fa da copertina al lavoro o alle foto ,decisamente particolari, che si possono trovare su internet del gruppo. Non fatevi ingannare dicevo: dietro c’è davvero molto di più. Con la prima occhiata il gruppo potrebbe sembrare molto vicino al classico cliche della band indie al primo album che cerca di sovvertire tutte quelle che sono le convenzioni del rock, mischiando in modo eclettico i generi. La verità è che il gruppo bazzica le scene già da parecchio tempo, precisamente dalla metà degli anni ’90, e dietro alla presenza di svariati generi c’è una sapiente ricerca. Il gruppo mostra ancora una volta di saper padroneggiare tutta la vasta gamma di generi che mette sul tavolo, dal rock , all’elettronica passando per il soul, la disco e l’R’n’B. Tutto questo condito da parecchie citazioni e richiami che svariano dalla musica anni ’70 ai giorni nostri. Paralytic Stalks contiene nove tracce e si apre con  Gelid Ascendent, canzone un po’ in controtendenza con lo stile del gruppo.

Gelid Ascendent è caratterizzata da un clima leggermente più cupo del solito (soprattutto per lo standard degli Of Montral) e da una connessione e linearità davvero anomali per il gruppo capitanato da Kevin Barnes. Il disco prosegue tornando su sonorità molto più tipiche del gruppo, ma questo incipit contribuisce a svelare una certa nota di tristezza che differenzia questo album dai precedenti. Per il resto il disco continua seguendo le direttive solite. Kevin guida sempre sull’orlo della presa in giro e continuando a gestire acceleratore e freno in modo sapiente ma esagerato. Questa è la pecca più grande del disco. I troppi cambi di partitura, anche se  effettuati alla perfezione, rendono troppo “spezzettato” il lavoro. A questo puzzle sonoro contribuiscono anche i cambi di stile e di strumenti non solo all’interno dell’album ma anche all’interno delle singole canzoni. Tuttavia bisogna ammettere che questa è sempre stata la caratteristica del gruppo, caratteristica che gli ha permesso di farsi amare da alcuni e odiare da altri. Lascio al vostro gusto personale decidere in che gruppo essere. Questa è Wintered debit.

(21/01/2012)

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Giorgio Albano
Giorgio Albano

Redattore.

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