Notturno Concertante – Canzoni allo specchio

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
7.5


Voto
7.7

7.7/ 10

di Edoardo D'Amato

A dieci anni esatti dall’ultimo album Riscrivere il passato, Notturno Concertante esce con un nuovo lavoro che risente profondamente dei cambiamenti che si sono succeduti in un arco di tempo così lungo, ma che ancora una volta ribadisce un dato da cui partire: il prog rock degli anni ’70 continua a influenzare moltissimo chiunque abbia il piacere di classicheggiare nel rock. Anche gli ELP o i Genesis avevano pensato che per fare della musica impegnata(e comunque molto elitaria) ma comunque moderna, sarebbe stata necessaria questa commistione: e l’insegnamento dei mostri sacri del genere non sono mai sfuggiti al gruppo nato nel 1984 dall’intuizione di Lucio Lazzaruolo e Raffaele Villanova. In un certo senso ho sempre pensato che il neoprogressive non fosse nient’altro che una copia sbiadita di quel genere che diede vita in Italia a creature come la PFM o Il Banco del Mutuo Soccorso, e che le nuove leve non fossero altro che scimmiottatori(sempre molto bravi e preparati, per carità) di un genere che non riusciva ad evolversi e a stare al passo con i tempi(un’eresia se si pensa a quanta innovazione portarono gruppi come gli ELP o PFM). Non è però il caso del Notturno, dal momento che in questo Canzoni allo specchio si sente un po’ di tutto: rock, jazz e naturalmente il tanto amato prog( lo si nota soprattutto da quell’amore verso l’arte della canzone fine a se stessa). Ci sono chitarre, tastiere ma anche tanti fiati, presenti in molti pezzi. In un album ricco di riflessioni sul tempo, sugli inevitabili cambiamenti e sui ricordi più toccanti c’è spazio innanzitutto per un brano inserito per il forte responso del pubblico durante i concerti: in Ahmed l’ambulante c’è l’amore per le ambientazioni più esotiche e etniche, giunto all’ultima versione dopo vari passaggi di consegne tra le varie formazioni. C’è spazio anche per il folk in Young Men Gone West, pezzo che si intreccia con The Price of Experience: tema comune è il piacere della speranza, che gli uomini tendono troppo spesso a perdere subito. Come il Vento è un pezzo molto vivace, che si chiude con un suggestivo assolo di sax soprano, come anche Le anime belle, pezzo dedicato all’ex bassista Antonio D’Alessio, scomparso prematuramente nel 2008. On Growing Older è un pezzo strumentale che dà respiro al tutto, dove protagonista è la chitarra. Moralità, grettezza e dicerie popolari sono ben presenti in Lei vede rosso, dove entrano prepotentemente in scena le distorsioni della chitarra elettrica di Raffaele Villanova. Un ritmo più latino, dove c’è spazio per un po’ di buona bossanova, è quello di La Milonga di Milingo, che inizia con una battuta di Daniele Luttazzi. La title track è una rielaborazione di vecchie idee, di antichi approcci, come insegna anche il pezzo strumentale che chiude un buon lavoro del Notturno Concertante: Ark En Ciel è il pezzo che regala un ultimo respiro ad un album impreziosito anche da un ottimo booklet, con le immagini di Fabio Mingarelli.

(01/08/2012)

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Edoardo D'Amato
Edoardo D'Amato

Direttore. Classe 1990, ho visto nascere OUTsiders e ora cresce insieme a me. Collaboro anche presso il network www.fantagazzetta.com.