Nobraino – L’ultimo dei Nobraino

Scheda
Rispetto al genere
6.0


Rispetto alla carriera
5.0


Hype
7.0


Voto
6.0

6/ 10

di Sara Tirrito

nobrainotourIn commercio da circa un mese sotto l’etichetta statunitense Warner e lanciato da un simpatico video promo, L’ultimo dei Nobraino è sicuramente una novità nel CV della band romagnola. Difficile che questo cambiamento sia dipeso dal passaggio alla major, com’è difficile credere che cinque personaggi così si lascino aggiogare da un padrone. Decisamente più probabile che il disco rifletta l’attitudine sperimentale del gruppo e la diversità di gusti e formazione dei suoi membri. Rimane il fatto che solo poche delle 14 tracce dell’album rispettano il puro stile Nobraino: romantico in Lo scrittore, riflessivo (ma tendente al “prototipo Baustelle”) in Il muro di Berlino, cinico, indomabile e spudorato in Esca viva – d’impatto l’incipit “guardo due cani che s’inculano, penso che quello dietro specula”– ma anche in Bigamionista, Endorfine, Via Zamboni. Il resto dei brani ha musicalmente una storia a sé: Un’altra ancora ricorre a sfumature blues per cantare la disillusione di un amore (“ora che ho capito tutto quanto di te…puoi andartene per la tua strada”), Luce ha un testo dal significato profondo e per niente immediato, eppure il suo ritmo porta ad immaginare un Kruger nelle vesti di Tony Manero con occhio di bue ad illuminarlo al centro di una pista da ballo circondato da donzelle in shorts a vita alta; Jacques pérvert spezza i tabù sessuali e musicali con un finale da samba. Degna di nota è certamente Michè, che rende più verosimile la ballata del Faber e con palese provocazione rimanda alla triste realtà carceraria degli ultimi decenni. Satura lanx di temi e generi musicali (il Vix gradirà il riferimento classico), questo disco sembra poi trasmettere un messaggio escatologico che sfiora ripetutamente il tema della morte: ironica in Sotto al letto, beffarda in Il semaforo, mancata in Esca viva. Ad un mese di distanza dalla pubblicazione de L’ultimo dei Nobraino, dopo averlo ascoltato una ventina di volte, confesso che mi sarei aspettata più carattere da un gruppo di instancabili dominatori del palco, campioni di freddure e sboroni di qualità come i Nobraino, ma “L’ultimo tour” è appena cominciato e attendo con ansia il live per potermi ricredere.

(03/03/2014)

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Sara Tirrito
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