Noah And The Whale – Heart Of Nowhere

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
6.0


Hype
6.0


Voto
6.3

6.3/ 10

di Giacomo Dalla Valentina

Noah and The Whale

Metamorfosi. Non c’è vocabolo più adeguato per descrivere quello che i Noah & The Whale sono stati negli ultimi anni, dal primo Peaceful, the World Lays Me Down fino a questo quarto e ultimo Heart of Nowhere. La band di Twickenham è stata oggetto di un mutamento radicale, tendenzialmente apprezzato dal pubblico (in particolar modo quello d’oltreoceano) e biasimato dalla critica: poco è rimasto delle le sonorità ingenuamente folk che contraddistinguevano i primi album e che anzi erano maturate nel passaggio dal primo lavoro (quello della dolce 5 Years Time, cantata insieme a Laura Marling, allora compagna del cantante) al secondo, più tormentato e crepuscolare, First Days of Springs. Dimenticati i banjo, reinterpretati i violini, cestinata la fisarmonica, i N&TW hanno abbandonato l’approccio orchestrale e agreste che ne faceva la versione più delicata e intimista dei Mumford & Sons (o la versione inglese dei Beirut) per adottare uno stile completamente nuovo con il terzo Last Night On Earth, ora confermato con Heart of Nowhere.

Noah and The Whal

Se è vero che il nuovo aspetto di Charlie Fink & co. ha dispiaciuto molti (Autore compreso), è anche vero che ha permesso alla band inglese un impressionante aumento dei propri fan, colpiti da un sound che non ha perso comunque il suo tratto fondamentale: la raffinatezza. Si possono infatti accusare i Noah & The Whale di essersi svenduti al mercato, di aver abbandonato il puro folk per il pop e di aver sostituito i pianoforti con i sintetizzatori, ma una cosa rimane certa: pur non spiccando per temerarietà, i nostri inglesi, quattro re Mida in giacca di tweed, sono in grado di trasformare in oro qualsiasi cosa tocchino. Ogni loro canzone, sia essa la delicata Stranger pubblicata in First Days Of Springs o la lenta, evocativa, One More Night (una delle più belle tracce dell’ultimo lavoro), è in grado di avvolgere chi l’ascolta, di essere assimilata facilmente al primo ascolto e assorbita lentamente, in un processo di certo piacevole.

E questo sembra noto anche agli stessi membri della band, che hanno deciso di aprire l’album (di breve durata, di poco sopra la mezz’ora) con una traccia introduttiva che permettesse di entrare piano nel loro mondo, i cui tratti sono subito evidenziati dalla title track (che per di più vede la partecipazione di Anna Calvi): basso e batteria in perfetta sincronia, chitarra melodica e violini che danno sostanza all’apparato melodico. Uno schema che si ripete per tutto l’LP, declinato in diverse modi: superato l’energico rock di All Through the Night (che, spiace dirlo, suona già di vecchio) e le più canoniche Lifetime e Silver And Gold, si arriva alle tracce più divertenti dell’album, le speculari One More Night (quasi una ninna nanna) e Still After All These Years, in cui una chitarra pizzicata crea una melodia sincopata molto coinvolgente.
Sì, ascoltare mr Fink e la sua band, nella loro eleganza tutta british, fatta di calzini con l’Union Jack e ciuffi fintamente ribelli, ha un che di terapeutico. Abbandonarsi a melodie già ascoltate, lasciarsi cullare dai ritmi talmente semplici da essere ripetitivi, sciogliersi di fronte al caldo timbro del cantante: la musica dei N&TW è la perfetta colonna sonora di una vita normale.

(12/05/2013)

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Giacomo Dalla Valentina
Giacomo Dalla Valentina

Piemontese di nascita, milanese d'adozione, studio giurisprudenza @ Statale di Milano. Appassionato lettore e collaboratore di OUTsiders.