Nightmares on Wax – Feelin’ Good

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
7.0

7/ 10

di Simone Picchi

In questo 2013 che verrà ricordato come un anno musicalmente revival, torna con un album in studio George Evelyn, meglio conosciuto come Nightmares on Wax. Dopo Tricky ecco il ritorno di un altro grande pezzo di storia degli anni Novanta, nella fattispecie un tassello trip hop capace di portare una luce nuova in anni nella quale l’ombra nera del grunge la faceva da padrone nelle classifiche e nei cuori degli appasionati.
Feelin’ Good è il titolo del nuovo lavoro marchiato Nightmares on Wax, un titolo che calza a pennello con il mood che circonda l’intera durata del disco. Uno dei grandi pregi del DJ britannico è sempre stato il saper calibrare intensi brani strumentali alternandoli a pezzi più brillanti senza scadere nella banalità del classico pezzo groove accompagnato da una bella voce. In So Here We Are c’è la classica apertura di disco affidata ad una traccia strumentale intensa, Luna 2 (collaborazione con il batterista jazz Wolfgang Haffner) è il brano elegante a metà tra moderno e albori del genere, Now Is The Time il lato più frizzante e dub. Tapestry ci riporta a quel Smokers Delight che nel 1995 insieme ad altri album dell’ondata trip hop sconvolsero la scena musicale mondiale.
Se questo genere fatto di cloni e “già sentito” aveva bisogno di una ventata di aria fresca, l’ha trovata negli stessi interpreti di vent’anni fa che hanno dato dimostrazione di non vivere di ricordi. Dieci tracce che traggono spunto dalle radici e l’essenza della musica stessa, tra echi tribali e cuore leggero tipico degli anni ’60 quando si giocava a fare la rivoluzione. In tempi bui come quelli che stiamo vivendo fa bene al cuore affidarsi alla musica di Nightmares on Wax. Pure vibrazioni al servizio della psiche.

(18/09/2013)

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Simone Picchi

Studente di Scienze politiche a Messina, collaboratore recensore/reporter/intervistatore/factotum.