Niccolò Fabi – Ecco

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
7.0

7/ 10

di Edoardo D'Amato

Una luminosa carriera: si, questo lo si può affermare senza alcuna diffidenza nei confronti di un artista che negli anni ha saputo costantemente rinnovarsi. A tre anni dall’ultimo Solo un uomo, che lo aveva consacrato definitivamente come uno dei più raffinati cantautori del momento (tanto da essere paragonato all’ultimo Ivano Fossati), Niccolò Fabi pubblica Ecco, il suo settimo album in studio. Già dal titolo, il cantautore romano esprime tutta la sua urgenza compositiva: e questa necessità viene fuori spontaneamente in una traccia come Io, dove emergono anche le atmosfere nate nelle tre settimane di vita comune negli studi pugliesi di Roy Paci. A questo disco, dove il pop d’autore si mischia alle sonorità degli anni ’70 e a quelle più folk (da Bon Iver a Damien Rice, passando per Fink), hanno preso parte alcuni tra i musicisti più importanti nel panorama italiano: Roberto Angelini (si, proprio quello di Gattomatto), Pier Cortese (passato alla ribalta con il suo tormentone dell’estate 1005 Souvenir), Andrea Di Cesare, Gabriele Lazzarotti, Daniele Mr Coffee Rossi e Riccardo Parravicini. Uno stuolo di validi artisti ha collaborato per la realizzazione di un lavoro che è innanzitutto la naturale continuazione del precedente, anche se arricchito dai fiati di Roy Paci (in Indipendente), dalla banda di Aradeo (Io) e dall’orchestra di archi dell’APM presente marcatamente in Elementare e ne I cerchi di gesso, dove troviamo un pop cadenzato dalla struttura ovviamente complessa. Ecco è un album semplice (talvolta volutamente anche troppo, in Io sembra di sentire uno stornello romano) e immediato, maturo, con una scrittura riflessiva e molto accurata. Si dice che le esperienze di vita di un artista, di un musicista, possano incidere nelle proprie composizioni: questo in parte è vero, ma Fabi ha intrapreso un percorso quasi naturalmente, quasi senza accorgersi che a 44 anni ha già assunto di per sé quella saggezza che in pochi potranno vantarsi di avere. Momento più emozionante di tutto il disco è senza dubbio la title track, ultima traccia che chiude il disco con un’interpretazione davvero da brividi, con Niccolò che grida “di certo non ti lascerò mai andare, di certo non ti lascerò sparire, ecco”. Zittiti, ascoltiamo un uomo che negli ultimi tempi ha dovuto rialzarsi, dopo che la vita lo aveva messo ko. E noi apprezziamo un cantautore che da Vento d’estate di strada ne ha fatta parecchia, e che con questo Ecco sottintende tutto nel titolo: una sola parola, ma che rende al meglio la voglia di suonare, di scrivere e di comunicare.

(08/11/2012)

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Edoardo D'Amato
Edoardo D'Amato

Direttore. Classe 1990, ho visto nascere OUTsiders e ora cresce insieme a me. Collaboro anche presso il network www.fantagazzetta.com.