Neurosis – Honor Found In Decay

Scheda
Rispetto al genere
9.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
9.0


Voto
8.7

8.7/ 10

di Alekos Capelli

Ogni release firmata Neurosis è di per se un evento, per il ruolo fondamentale che il gruppo si è ritagliato, nel corso degli anni, sulla scena musicale pe(n)sante internazionale. Partiti da un cattivissimo crust/hardcore (Pain Of Mind, 1987), in seguito evolutosi incorporando elementi sludge, industrial/drone, prog e folk, l’attuale impasto sonoro del gruppo originario di Oakland (California) è un’entità artistica davvero unica, che rifugge qualsiasi categorizzazione ed etichetta.

Honor Found In Decay è l’undicesimo (contando anche la collaborazione con Jarboe, 2003) album della loro incredibile carriera, e, come di consueto, è tutto tranne che un lavoro di facile e/o immediata assimilazione. Il titolo è programmatico, ed essenziale alla comprensione dell’anima di questi sette brani, oscuri, polverosi ed erosi dalla furia degli elementi, ma non per questo dimessi o privi di lucida coscienza. L’onore che si trova nella decadenza, tale è la metafora sottesa dai Neurosis in questo disco, un concetto tangibile e materico, che attraversa, come una spina dorsale, il pathos drammatico e l’atmosfera di tragica ineluttabilità che permeano i brani. Non a caso anche l’artwork, come già in Given To The Rising (2007), è una fotografia, non una composizione grafica, ma un’istantanea del reale, che ribadisce il senso di continuità e progressione col recente passato.

La partenza è affidata a We All Rage In Gold, in cui si sintetizzano, ricorrendo a un minutaggio abbastanza contenuto, sia gli elementi più metallici e distorti, sia le derive acustiche apocalittiche. Strutture più dilatate e complesse emergono con le seguenti At The Well e My Heart For Deliverance, che assieme superano i venti minuti di durata. Il gioco di voci (e chitarre) di Scott Kelly e Steve Von Till restituisce tutto il corposo background della band madre, ma evoca anche le suggestioni folk dei rispettivi progetti solisti, ampliando ulteriormente la loro tavolozza di colori. L’esperienza industriale/tribale condotta coi Tribes Of Neurot viene evocata dal drumming di Jason Roeder, devastante su Bleeding The Pigs e Raise The Dawn, che in un certo senso echeggiano del furore primordiale di Through Silver In Blood (1996).

Catturato ancora una volta da Steve Albini, presso gli Electrical Audio Studios di Chicago, il sound di Honor Found In Decay è un fiume in piena di vibrazioni e sfumature tonali, un’esperienza rituale totalizzante, nella quale calarsi poco a poco, scoprendo di volta in volta i vari elementi che compongono l’ennesima catarsi in musica firmata Neurosis. Fondamentali e immensi.

(28/10/2012)

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Alekos Capelli
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