Nas – Life Is Good

Scheda
Rispetto al genere
8.5


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.5


Voto
8.3

8.3/ 10

di Lorenzo Li Veli

Finalmente NaS è tornato. Eh sì, è proprio il caso di dirlo, Nasir Jones, dopo una serie di uscite di dubbio gusto (si esclude ovviamente il capolavoro a quattro mani con Damian Marley), ritorna a splendere come in buona parte della carriera. Il problema del rapper del Queensbridge è noto e, fino adesso, sembrava senza soluzione: se, nei suoi album, NaS era sempre al top, non si poteva dire lo stesso dei suoi beat. Potenziali capolavori venivano rovinati dalle sue scellerate scelte in termini di basi. Come dimenticare la terribile Zone Out, per di più presente sull’ultimo lavoro veramente valido (God’s Son)? Questo è il caso più eclatante, ma la sua discografia post Stillmatic (anche prima a dire il vero, Nastadamus ricorda qualcosa?) è infarcita di canzoni musicalmente mediocri, un controsenso per chi è universalmente riconosciuto come uno dei top 3 mc dead or alive, uno dei migliori, un pilastro per questo genere.
Proprio per questo motivo, ogni volta che Nas annuncia l’uscita di un nuovo album, i dubbi principali si concentrano sulla parte musicale. Pochi si aspettano che Nas riabbracci il suono del 1994, Illmatic è giusto lasciarlo nella memoria, ma è, se non altro, lecito attendersi un tappeto musicale omogeneo e coeso, senza sfociare in scivoloni eclatanti. Man mano che uscivano i primi estratti da Life is good, lo stupore prendeva il sopravvento: Nas riusciva a coordinare perfettamente basi e rime, senza stonature. L’esercizio di stile molto anni ’90 di Nasty, The don e la toccante Daughters (una delle più profonde canzoni della sua discografia), le prime anticipazioni, alzano subito il morale e creano un’altissima aspettativa per il disco. Un’attesa che non viene delusa, perchè Life is good è una ventata d’aria fresca in questo rap game stantìo, stile allo stato puro, anche variegato al punto giusto. Si passa dal rap grezzo e dal suono sporco di Loco-motive (vero capolavoro) con Large Professor, al soul di World’s an addiction con Anthony Hamilton e Cherry Wine con la compianta Amy Winehouse. Nas è in forma come sempre, basti ascoltare il flusso di rime che è Nasty: stile imperituro. Come non citare Back When o Bye baby, racconto del matrimonio con la cantante Kelis. Unico punto interrogativo, Summer on smash, canzone che avrebbe potuto tranquillamente essere esclusa dalla versione finale.
Nas è finalmente tornato sulla scena, più forte che mai. Il suono della strada prevale su melodie più commerciali, tanto da rendere Life is good in cima all’ipotetica classifica dei migliori dischi del 2012, insieme a poche altre uscite.

(18/07/2012)

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Lorenzo Li Veli
Lorenzo Li Veli

Caporedattore e gestore della sezione black music. Studente della magistrale di Ingegneria Energetica @ Politecnico di Torino