Municipale Balcanica – Offbeat

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
7.0


Voto
7.3

7.3/ 10

di Davide Agazzi

Ci sono tanti elementi alla base di una banda musicale: bravura tecnica, sincronia, affiatamento e strumentazione, solo per citarne alcuni. Motore di tutto è però l’energia frenetica ed incondizionata che anima gli orchestranti in gioco, un flusso continuo capace di agitare e scuotere il pubblico danzante. E’ qui dunque che sta il segreto di una brass band: fare leva sul torpore musicale in nome delle tradizioni folkloristiche e popolari dei paesi, risvegliare istinti quasi primitivi. E in Italia c’è chi questo duro mestiere lo sa fare davvero bene. Offbeat, il nuovo lavoro della Muncipale Balcanica, ne è l’esempio. Ormai non c’è più soltanto il miscuglio tra la Puglia, paese d’origine del gruppo e l’Europa dell’Est; Nico Marziale e soci hanno deciso di spingersi più in là, nel variopinto mondo della world music (per capire meglio, ascoltare l’assolo di digeridoo presente in Carovana feat Ligonziana). Ma addentrarsi oltre i soliti confini non è solo questione di strumenti, è un percorso evolutivo significativo, che attraversa il caldo deserto di Tuareg, sorseggiando una frenetica Vodka e si ritrova, di colpo, protagonista di uno strepitoso e coinvolgente poliziesco klezmer-salentino (Kurumuny) in compagnia di Tom Waits (God’s away on business). Un disco che spazia dal rock al jazz nei loro connotati meno comuni, grazie anche alle diverse collaborazioni che arricchiscono un album già traboccante di musica: da Jeko Derimov e Vinko Stefanov, della Kocani Orkestar ai jazzisti Roberto Ottaviano e Livio Minafra (tre volte premio top jazz). Offbeat è l’ultima meta di un viaggio continuo di questi otto straordinari musicisti, che dopo tanti anni in giro per il mondo sanno regalare emozioni, cogliendo il massimo beneficio dal loro girovagare, ma rimanendo sempre fedeli ai caldi colori della loro terra natia.

(31/10/2012)

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Davide Agazzi
Davide Agazzi

Giornalista pubblicista, scrive per La Repubblica e perde il suo tempo ascoltando dischi che agli altri non piacciono. Appassionato di distorsioni psichedeliche, contaminazioni balcaniche e vecchiume affogato nel whisky.