Mum – Early Birds

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
7.0

7/ 10

di Giorgio Albano

Più che un album vero e proprio questo disco è decisamente più vicino ad una raccolta di (non)successi o ad un premio alla carriera che il gruppo islandese ha deciso di farsi.  Come detto, il collettivo nasce in Islanda, precisamente nei sobborghi di Reykjavík, nel lontano 1997 ed è formato solo da  Örvar Þóreyjarson Smárason e Gunnar Örn Tynes. Qualche tempo dopo, a loro si aggiunsero le due sorelle Valtýsdóttir formando quella che è stata la formazione con cui il gruppo a raggiunto il suo punto più alto. Con gli anni, la formazione è  più volte cambiata, creando anche delle divergenze di sound sfociate nell’attuale indie-folk. All’inizio della propria carriera i Mum proponevano un sound diverso, molto legato all’elettronica e al glitch-pop coronato dal loro primo ( e forse miglior) album intitolato Yesterday Was Dramatic – Today Is OK e datato 2000. Ovviamente, le tracce, le prove, gli studi che stavano dietro a questo lavoro erano una massa di materiale molto più grande di quello che venne poi presentato al pubblico in quel disco d’esordio. I Mum hanno deciso di raccogliere il meglio di questo materiale e farlo diventare quello che al secolo verrà chiamato Early Birds. Questo lavoro contiene quindici canzoni piuttosto eterogenee che attingono alle varie sperimentazioni in cui la band è passata per giungere al loro primo vero album in studio. Ovviamente questo porta tutta una serie di problemi legati all’omogeneità e fluidità del disco che, però, vengono subito perdonati conoscendo la genesi del disco. La prima parte dell’album è caratterizzata da tracce piuttosto ritmate e sostenute, in cui spicca Hvernig Á Að Særa Vini Sína, curiosa per la presenza di una chitarra elettrica non molto comune al gruppo di Reykjavík. La seconda parte, invece, risulta più lenta e riflessiva, riprendendo molto più da vicino la chimica e quelle melodie che hanno portato alla nascita del loro primo vero album. Proprio in questa seconda metà i ragazzi del Nord Europa mostrano il meglio di sè, lasciando intravedere quella magia che si è poi sprigionata in tutta la sua grandezza qualche anno dopo. Un ottimo disco per gli amanti del gruppo, soprattutto per quelli un po’ nostalgici che rimpiangono i Mum del primo periodo.

 

(25/07/2012)

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Giorgio Albano
Giorgio Albano

Redattore.