Movie Star Junkies – Son Of The Dust

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
7.0


Voto
7.3

7.3/ 10

di Mario Cascino

Sarà che sabato in pochi hanno festeggiato a dovere il Record Store Day, sarà per questo Aprile ventoso e imbronciato: tutto suggerisce che sia il momento giusto per gustarsi l’ultima fatica dei Movie Star Junkies – Son Of The Dust.
Quindici sacchi e ti porti a casa un lp come si deve – perché a quanto pare le case discografiche soldi da investire non ne hanno, ma il vinile fa tanto cool – con tanto di free-cd all’interno e la possibilità del digital download perché noi di Torino non ci facciamo mancare nulla: e mentre pensi sia la solita buffonata commerciale e inizi a storcere il naso sfili il disco dalla copertina – fredda e austera nonostante i fuochi d’artificio – sistemi il piatto, lasci andare la testina.

Però, che rullante, che basso… che sound!
Le chitarre sono spinte al limite della stereofonia, la voce è così calda ed eterea come se non provenisse dalle casse ma da dentro la tua testa, e tutto è così pieno e distorto al tempo stesso. Nessuna buffonata commerciale, il vinile è l’habitat ideale per i Movie Star Junkies, che in questo loro terzo album ci danno una lezione non accademica ma rigorosa di cosa veramente significhi “to have the blue devils”. Rock puro che tutto sembra tranne che italiano, un gran complimento anche se triste a dirsi, graffiante, emozionante: questo disco racconta storie ispirate e sofferte, dove i testi si fondono e si mescolano alla musica dando vita a paesaggi drammaticamente belli e inquietanti, di quelli che piacerebbero a John Carpenter, per intenderci. Probabilmente quest’atmosfera intensa e grezza si deve anche un po’ al fatto che l’album è stato registrato tutto in presa diretta in una cascina vicino Cuneo, o al missaggio totalmente analogico dell’ OutsideInside Studio – che un po’ per far tendenza un po’ per competenza sforna quasi sempre lavori interessanti ed ha da poco fatto nascere una vera e propria etichetta: di sicuro il risultato è di ottima qualità, e questo disco se la merita. Potrei raccontare molte cose, fare tante citazioni e cercare nel mio cilindro qualche nome british per qualche accostamento da capogiro, ma questo è un disco che si presenta e si racconta da solo senza fatica, e non voglio rovinarvelo.
C’è qualcosa che non va, nei Movie Star Junkies? Qualcuno potrebbe dire “ehi, ma che fine hanno fatto le chitarre chiassose degli album precedenti?”: se è  vero che dalle murder ballad i torinesi hanno fatto un passo in avanti, allora questo va cercato proprio nella energia coperta di polvere e sudore che rende così rock questo blues americano e pentatonico, ma onestamente non è che si siano allontanati così tanto dai suoni cui ci avevano abituati, anzi. C’è sicuramente rabbia, malinconia, sentimento e un retrogusto alcolico in questo lavoro di grande qualità, ma chi in coscienza potrebbe dire, ascoltando per la prima volta Cold Stone Road o How it All Begun (due tra i pezzi più emozionanti del disco, forse), di non aver mai sentito nulla di simile? Certo non bisogna inseguire lo spettro della novità a tutti i costi, ma dire che questo terzo album rappresenti per i Movie Star Junkies una svolta, un’evoluzione o uno qualsiasi di quei termini strani che noi critici – gente infida e perversa – spesso tiriamo fuori, beh, sarebbe piuttosto azzardato. Ma a parte questo, non dimentichiamoci che il blues quando è così viscerale ed energico piace, e non solo qui da noi: non è un caso se per presentare il disco la band sia già passata da Francia, Olanda, Germania, Polonia e Ungheria. Noi di OUTsiders li aspettiamo per il rientro a casa il 25 Aprile, allo SPAZIO 211 in quel di Torino, che poi sarebbe anche casa nostra. Nel frattempo, che ne dite di dare un’altra sbirciatina all’album?

(25/04/2012)

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Mario Cascino
Mario Cascino

Redattore. Sound Engineer (studente presso SAE Institute Milano), regista e speaker radiofonico per RadioTrip.net (www.radiotrip.net) e RadioAttiva (radioattivarivoli.wordpress.com), bassista. Specializzato in jazz e rock.