Mount Carmel – Real Women

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
7.0


Voto
7.3

7.3/ 10

di Edoardo D'Amato

Dall’Ohio ecco una band tanto nuova quanto vecchia, che riscrive un’ennesima puntata della saga dell’hard blues di stampo anni ’70: dopo il loro esordio(era un ep, anche se alcuni lo considerano il loro primo disco) ecco un nuovo album, che consegna i Mount Carmel alla lunga lista di chi, innamorato perso di un’epoca e di un modo di comporre, ripropone qualcosa senza innovare di una virgola. Il titolo dell’esordio del trio americano è Real Women, un concentrato di hard rock e blues che in prima battuta ricorda innanzitutto i migliori Cream, ma soprattutto i Led Zeppelin, con i ruggiti della chitarra di Patrick Reed e gli ululati di Matthew Reed(sia ben chiaro, Robert Plant è sempre di un altro pianeta). Si sentono le influenze proprie del gruppo nel riff creameniano di Don’t make in evil e nel pezzo Hear me now(sembra quasi di ascoltare un brano degli ZZ Top). Sono tre bravissimi musicisti, che hanno fatto nascere la loro prima vera creatura: un album fondamentalmente hard blues composto da nove tracce, che ci riconciliano con il rock. Ad aprire il disco è Swaggs, e più o meno il lavoro che prosegue è sulla falsa riga di quanto sentito nei suoi primi quattro minuti. Sembra di sentire i chitarristi di quella generazione fucina di grandi esecutori: nella traccia omonima Real Women ci si chiede se non sia Jimmy Page a suonare. No, è un barbuto americano che suona la sua chitarra in un modo maledettamente sensuale, e che si permette raramente qualche nota sopra le righe. Insomma, se state cercando un’oretta dove ripararvi da un presente fatto di mammolette indie rock che pare aver già stancato i più, virate decisamente su un passato che rivive grazie ai Mount Carmel e al loro hard rock anni ’70 di Real Women, che certamente saprà intrattenervi, ma senza tante altre pretese contenutistiche.

(21/05/2012)

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Edoardo D'Amato
Edoardo D'Amato

Direttore. Classe 1990, ho visto nascere OUTsiders e ora cresce insieme a me. Collaboro anche presso il network www.fantagazzetta.com.