Vampire Weekend – Modern Vampires Of The City

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
7.5


Voto
7.5

7.5/ 10

di Valentina Battini

Modern Vampires of the City è il terzo album della band newyorkese Vampire Weekend, da anni punta di diamante della scena indie dell’upper east-side universitario della grande mela. A ridosso della primavera è piacevole poter ascoltare un album così fresco eppure così in bilico tra l’elettro-pop figlio del terzo millennio, ed un folk sottostante, mormorato, dal sapore retrò. La freschezza e la spensieratezza bohèmien prendono ancora una volta forma nel nuovo lavoro di questa band, che senza orpelli né eclettismi triti e ritriti ci ha regalato 3 album coerenti con la loro identità ed originali, tanto da aver strizzato l’occhio all’afro-pop senza però esser mai caduti nell’immenso calderone della world-music. Certo una constatazione è d’obbligo: Paul Simon resta l’idolo indiscusso o forse il modello vocale attorno cui costruire la propria intonazione per Ezra Koenig. Ma ciò non disturba anzi facilita la creazione di atmosfere intime e soffuse. Gradevole l’incipit dell’album con Obvious bycicle, ma il marchio di fabbrica poppeggiante un po’ 60s si consacra con Unbelievers, pezzo facilmente confondibile con qualche altro degli storici Simon&Garfunkel. Step invece sembra quasi una riflessione fatta tra sé e sé camminando in città, degna di un Giovane Holden. Segue poi la ritmata Diane Young, spasmodico gioco di parole dagli strascichi elettronici. Dalla serie play fast di(e)ane young! Ma come punta di emotività, Everlasting arms,settima traccia, è il pezzo senza pari, in cui il motivo è semplice e il testo è protagonista centrale. Accattivante, nel testo e nella musica, dati i motivetti catchy è Ya hey, non a caso singolo dell’album e antipasto perfetto nell’attesa dell’uscita, sia perché in grado di preparare il terreno al futuro ascoltatore sia perché sintetizza in sé le caratteristiche e le atmosfere che permeano tutto il lavoro del quartetto newyorkese.Si conclude al fondo con Young Lion, una chiosa perfetta per un lavoro fresco e divertente. In estrema sintesi, Modern Vampires Of The City è un album interessante, capace di toccare con delicatezza le corde dell’emotività, consacrando un nuovo indie-pop semplicemente sofisticato.

(07/05/2013)

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Valentina Battini
Valentina Battini

Studentessa di giurisprudenza all'università di Catania e scrittrice a tempo perso con l'insana tendenza ad intrufolarsi in camerini e backstage. Appassionata di rock,indie e alternative.