Miss Kittin – Calling From The Stars

Scheda
Rispetto al genere
6.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
6.0


Voto
6.3

6.3/ 10

di Redazione

Uno dei primissimi rappresentanti dell’electro-clash torna infine tra noi. Miss Kittin fa il suo ingresso sulla scena musicale electro nel 2001 come ospite della tuttora indimenticabile Silver Screen (Shower Scene) di Felix Da Housecat. Tuttavia, al contrario delle memorabili collaborazioni di cui è stata ospite, nei suoi lavori solisti la cantante francese ha sempre dimostrato una certa povertà sia a livello di vocalità che di sonorità. Prima con I.com del 2004, in cui l’elettronica proposta non sorprendeva molto, e poi nel 2007 con Batbox, che ha sicuramente apportato qualche miglioramento tingendo il proprio sound di influenze goth, ma purtroppo non riuscendo a fare il miracolo.

Il suo nuovo album, Calling From The Stars, sembra seguire la stessa tendenza. Fin da subito è evidente un miglioramento nel songwriting da parte della Nostra, dimostrando una certa maturità e complessità. Soprattutto il primo disco viene impreziosito da melodie accattivanti e da arrangiamenti di classe. Ad emergere in questo primo disco sono soprattutto Life Is My Teacher, il primo singolo estratto e Flash ForwardWhat to Wear sorprende per il groove e la perfezione delle vocalità, che finalmente sembrano sincronizzarsi alla perfezione. Cantata sia in inglese che in francese, questa traccia esprime alla perfezione l’approccio di Miss Kittin all’elettronica e forse rappresenta una delle migliori composizioni che la DJ francese abbia mai creato. Questo primo disco si conclude con una cover di Everybody Hurts dei R.E.M. Il risultato? Più un effetto karaoke di scarsa qualità che una vera rielaborazione del brano. Il secondo disco si sviluppa per lo più su ballate elettroniche strumentali come Only You, Tamarin Bay o ancora la conclusiva I Don’t Know How to Move. Si tratta di composizioni pulsanti e calde, ma al tempo stesso siamo una zona al limite con il genere downtempo. Ad essere onesti, la scelta di pubblicare un album doppia non aiuta le limitate capacità compositive di Miss Kittin, in quanto l’omogeneità del suono e dell’elettronica qui presente vanno a suo sfavore non riuscendo a tenere viva l’attenzione per tutta la durata del lavoro. Resta tuttavia indubbio che questo si tratta del suo migliore lavoro da solista fino ad oggi realizzato. Consigliato vivamente ai fan, in quanto afferma un’evoluzione verso il miglioramento per questa artista, per il resto del pubblico forse potrebbe risultare un lavoro fin troppo lungo e privo di pezzi trainanti.

(17/06/2013)

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