Miike Snow – Happy to you

Scheda
Rispetto al genere
6.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
6.7

6.7/ 10

di Giorgio Albano

I Miike Snow nascono in Svezia, più precisamente a Stoccolma, nel 2007 e sono formati da Christian Karlsson, Pontus Winnberg (amici di infanzia e già collaboratori in altri progetti musicali) e dal vocalist  Andrew Wyatt. Il gruppo ha da subito sviluppato un sound particolare, decisamente incentrato sull’elettronica senza però cadere nella musica club o simili e , anzi, andandosi a rifugiare in un’ ala dell’ indie. Inutile dire che gruppi come i Peter, Bjorn & John e i Royksopp abbiano avuto una certa influenza su di loro. Due anni dopo la loro formazione il gruppo di Stoccolma esordisce con un album omonimo che potrà vantare canzoni quali “Silvia” e “Black and Blue“, che hanno riscosso piuttosto successo nel settore. In questo duemiladodici i Miike Snow tornano con il nuovo lavoro: appunto “Happy to you“. Questo nuovo disco risulta abbastanza simile al precendente, soprattutto dal punto di vista delle formule usate. Elettronica, pop e indie sapientemente mixati insieme senza che nessuna di queste prevalga sulle altre; ciò vuol dire basi elettroniche, linee melodiche e vocali pop e qualche tocco di indie per non rendere pesante e monotono il tutto.

Scomposto in questi termini, tuttavia, non si dà vera giustizia al disco. La ricetta è decisamente inflazionata, è vero, ma funziona sempre bene e i Miike Snow dimostrano di saperla usare alla perfezione. Per quanto ci si renda conto di non stare ascoltando nulla di innovativo, soprattutto dal disco precedente, si rimane ad ascoltare volentieri e senza troppo impegno quello che il trio propone. Immancabili , come detto, xilofoni e synth che eseguono linee melodiche quasi pop. Interessanti del disco sono le featuring con diversi artisti. Tra queste è da segnalare quella con Lykke Li in “Black Tin Box“, che porta una ventata innovativa al disco.

Il disco contiene dieci canzoni per un totale di circa quaranta minuti di musica. In definitiva risulta bello ma non fantastico, bloccato ( o salvato?) dalla scarsa voglia di innovare del trio, che si accontenta di rimanere nel proprio giardino a fare cose già sperimentate ma che funzionano. Questa è appunto “Garden“, settima traccia dell’ album che racchiude bene l’essenza del disco.

(31/03/2012)

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Giorgio Albano
Giorgio Albano

Redattore.