Micah P. Hinson, i mille volti del Nulla

di Davide Agazzi

Un’altra testimonianza dal profondo e tormentato mondo di Micah P. Hinson: un’odissea spirituale tra folk e rock’n’roll, inseguendo Dio sulle orme di Johnny Cash.

Prima di essere un cantautore, prima di essere un cantante folk, prima di essere un depresso, un drogato o semplicemente uno un po’ sfigato, Micah P. Hinson è sempre stato un vero outsider. “Uno nel posto sbagliato al momento sbagliatissimo”, come diceva Josh Hartnett in “Slevin – Patto Criminale”. Uno che ha sempre fatto a cazzotti con la vita, come nella ormai famosa estate del 2011, quando il suo van si ribaltò sulla strada per Barcellona, mettendo a repentaglio salute e carriera. Da questa sua resurrezione (l’ennesima, dopo la sua travagliata gioventù in quel di Abilene, Texas, “dove o preghi, o ti droghi, o ti ritrovi a fare figli a sedici anni”) è nata la sua personale visione sul Nulla esistenziale, documentata in maniera profonda e struggente nel suo ultimo disco. Un altro “Man in Black” in cerca dell’eterna redenzione, devoto solamente al suono scarno della sua chitarra acustica. E quindi è giusto prendere con le pinze l’attacco di questo Micah P. Hinson and the Nothing: il punk di How Are You Just A Dream è solo un sfogo, un moto di rabbia come per dire “cazzo, sono ancora vivo”. Il cuore di Micah è colmo ancora di quell’inchiostro nero, denso, versato tiepido lungo le sue fumose ballate. C’è ancora Dio (Good is God è l’unica canzone “recente”, scritta sei mesi prima dell’incidente, mentre le altre sono tutte state ripescate da qualche vecchio cassetto impolverato), c’è ancora un po’ di rock’n’roll, ma c’è soprattutto quella maledetta, quella stramaledetta voce che prima ti culla e poi ti prende a schiaffi, prima ti sorride, poi si gira e se ne va. E tu cosa fai? Nulla, semplicemente Nulla, perchè tanto “se qualcosa di brutto può accadere, accadrà”

Nota dell’autore. La scorsa primavera andavo in bicicletta per ascoltare Micah dal vivo. Una macchina mi ha messo sotto e ho perso il concerto. Non mi sono fatto quasi niente, ma sono sicuro che Micah, nascosto da qualche parte, se la ghignava.

(12/03/2014)

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Davide Agazzi
Davide Agazzi

Giornalista pubblicista, scrive per La Repubblica e perde il suo tempo ascoltando dischi che agli altri non piacciono. Appassionato di distorsioni psichedeliche, contaminazioni balcaniche e vecchiume affogato nel whisky.