Melody’s Echo Chambers – Melody’s Echo Chambers

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
6.5


Hype
7.0


Voto
6.8

6.8/ 10

di Ilaria Del Boca

Di ragazze con la voce da usignolo, dalla bellezza eterea e dallo sguardo un po’ assente, volto verso una dimensione lontana, ne stanno spuntando come funghi. Ogni tanto sembra che non si possa poprio a fare a meno di riproporre gli stessi look e di riciclare atmosfere oniriche. Ma Melody Prochet, meglio conosciuta con il nome d’arte Melody’s Echo Chamber, esce dall’anonimato perchè è stata baciata dalla fortuna. Brava e bella quanto volete, ma se non si hanno i produttori giusti, con delle brillanti idee non si va da nessuna parte. Qualcuno deve volerle veramente molto bene dai piani alti per averle permesso di incontrare sulla sua strada Kevin Parker, leader dei Tame Impala, la band che ha conquistato le scene internazionali di questo 2012. Dopo aver fatto fare un po’ di gavetta a Melody e ai suoi My Bee’s Garden durante uno dei loro tour, i Tame Impala, ma soprattutto Kevin, completamente ammaliato dalla spigliatezza della francesina, l’aiuta a svecchiare la chanson française e a donarle una veste più attuale. Così comincia l’avventura di Melody,melody2 tra Australia e Francia, che porterà alla realizzazione del suo primo disco solista. Oltre ad avere un aspetto molto glamour (che è anche ciò che la sta portando ad avere una certa notorietà sulle riviste patinate di moda), Melody ha una voce sensuale e languida. Come appena uscita da un film di Truffaut o Godard, appare immediatamente chiaro il sodalizio tra la base melodiosa e le distorsioni psichedeliche. Undici tracce raffinate, ogni tanto velatamente sporcate da ritmi sintetici ed electro rifiniture. Parte col botto con il singolo I Follow You, una ballata che supera la nostalgia con un finale in assolo chitarrista e continua con una più ruvida Crystallized, che alterna una monotona cantilena segmentata ad esplosioni d’incandescenza ritmica. Dream Pop, etichetta che le è stata parecchie volte assegnata è azzeccatissima per Some Time Alone, Alone e Bisou Magique, prima traccia delle due cantate in francese, insieme a Quand Vas Tu Rentrer? , dagli echi stanchi, di natura ambient, mentre il registro cambia quasi completamente con Endless Shore, di cui le tastiere sono il pezzo forte e gli anni ’80 sembrano lo scenario adatto per immergersi. Completamente fuori controllo è Is That What You Said, una bella prova di sperimentalismo reverse tape, ma di costante esecuzione, senza particolari stravolgimenti emotivi. Be Proud Of Your Kids, ultimo degli undici brani, sembra stato esaguito da una Charlotte Gainsbourg un po’ ubriaca che si porta dietro i figli a vociare in studio di registrazione, simpatico e molto, ma molto d’oltralpe. Questa Melody ce la può fare, alcuni dicono che sia l’artista femminile emergente dell’anno, in barba a Lana del Rey, io non sono d’accordo nè sull’una nè sull’altra, ma fatto sta che se hai dalla tua una buona dose di coraggio, una bella voce e un po’ di sex appeal potrai farti chiamare la nuova promessa della musica. Minimizzando i termini, non male, Melody, ma smettiamola di farci la guerra tra chi è il più innovativo per poi risultare tutti pressochè simili.

(07/01/2013)

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Ilaria Del Boca
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