Mellow Mood – Well Well Well

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
8.5


Hype
8.0


Voto
8.0

8/ 10

di Ilaria Del Boca

Mellow Mood è un modo di essere, è una disperata richiesta alla vita, senza compromessi, senza congetture, è una realtà pura, capace di vivificare ogni gesto. La lentezza del sud del mondo si può incontrare anche in Friuli grazie alle idee e al sound di sette giovani di Pordenone. La Tempesta International, progetto della Tempesta Dischi volto ad esportare oltralpe le fresche voci di casa nostra, promuove a distanza di tre anni dal loro debutto anche questo secondo album dei Mellow Mood.
Uscito il 18 maggio “Well well well” ha immediatamente raccolto numerosissimi consensi, ricevendo applausi su applausi durante il tour che li vede tuttora impegnati su e giù lungo il Belpaese. In questi anni si sono mossi agilmente sulla scena del reggae italiano, senza temere di tuffarsi anche negli abissi musicali esteri. Influenze e ritmiche dub riempiono quest’album dal gusto jamaicano e dalla spensieratezza mediterranea. Paolo Baldini, loro produttore, ha definito “Well well well” un “disco cubitale”, questo perché in 15 tracce non si sono limitati a ripetere i soliti ritmi incalzanti dell’emisfero reggae, hanno ampliato e variato i suoni, non cedendo mai ad armonie esclusivamente elettroniche o a riverberi metallici. E’ un viaggio storico che va dai primordi del reggae fino ai giorni nostri, portando con sé l’incalzante e mai cessata leggerezza soffiata dallo Scirocco.
Con “Inna Jail”, aprifila di questo gioiellino made in Italy, danno prova di avere una grande padronanza del patois: se non fosse certa la loro provenienza, ad un primo ascolto non ci sarebbe alcun dubbio etichettandoli come antillesi. Cori e richiami, voci che si urlano con dolcezza parole d’amore, di fratellanza e di pace sono la più distinguibile caratteristica del repertorio dei Mellow Mood. Rispettano impeccabilmente una tradizione troppe volte adeguata ad esigenze di mercato meschine.

Non si dimenticano mai di far divertire e dimenare i propri ascoltatori: provate a star fermi durante “Immigrant star”, in cui Steve e Bobby Dazzan si scatenano mescolando sassofono e tromba. Impossibile non cedere alla tentazione di muovere i fianchi, abbandonandosi al ritmo cadenzato del rocksteady nostrano.
E come non lasciarsi prendere da una vena romantica con “My Girl”, “Sunshine” e “Something so sure”, la colonna sonora perfetta per un incontro amoroso o per un itinerario on the road con al fianco la donna dei sogni.
Pezzo dopo pezzo fanno sfoggio di una preparazione impeccabile, la bravura scolastica non è che la base per un’innata talentuosità artistica. Si percepisce non solo in “Moses”, canzone della militanza e dai temi più impegnati, ma anche in “Dat’s me ( No Remedy )” e in “Man a express”, quella potenza di timbro vocale che caratterizza i gemelli Garzia. Le note volano come schiaffi roventi su visi pieni di lacrime.
Reggae fa rima con dancehall, e “She’s so nice” non è una canzone di Sean Paul, ma potrebbe tranquillamente rientrare nel novero dei pezzi più trasmessi in radio durante l’estate.
Non si fanno mancare neanche i momenti alla “Cry me a river”: “Try baby” è una traccia seducente, in cui cori femminili si fondono alle voci familiari dei gemelli pordenonesi. Grazie alla collaborazione di MoyMoy diventa una rarità all’interno di una compilation già ricca di sorprese.
Anche per gli amanti di generi musicali differenti “Well well well” non può che mettere d’accordo tutti. E’ un disco straordinario, capace di innamorare, incantando con la varietà di stilemi seguiti, la bomba estiva che non può mancare se avete intenzione di prendere la macchina, abbassare i finestrini e partire alla volta del Sud, qualunque esso sia.

(29/07/2012)

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Ilaria Del Boca
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