Meek Mill – Dreams & Nightmares

Scheda
Rispetto al genere
5.5


Rispetto alla carriera
5.5


Hype
6.5


Voto
5.8

5.8/ 10

di Lorenzo Li Veli

Li chiamano internet rapper, artisti che si affermano sulla rete a furia di video e singoli, ma che poi scompaiono dopo un album d’esordio deludente. Qualcuno si ricorda di Rich Boy, rapper sgrammaticato dell’Alabama? Ecco, infatti. Disco d’oro nel 2007, dato per disperso dall’anno dopo. La situazione del mainstream statunitense sta vivendo un periodo di stallo, poca qualità, vendite ridotte all’osso e nessun talento giovane (fatta eccezione di Kendrick Lamar e A$ap Rocky) in grado di risolvere quest’annosa questione.
Meek Mill, purtroppo, non fa eccezione: rapper originario di Philadelphia, con una fugace apparizione alla Grand Hustle di T.I., è ora peso massimo della Maybach Music Group, label fondata da Rick Ross. Dotato di una tecnica di base che lascia alquanto a desiderare, ha all’attivo due single di successo, Tupac Back e I’ma Boss, e una serie trascurabile di mixtape. Nonostante questi preamboli, però, il disco d’esordio si rivela migliore di quanto le più rosee aspettative potessero prospettare. Nulla di trascendentale, sia chiaro, ma viste le premesse, è giusto ammettere che Dreams & Nightmares è un prodotto discreto. Le capacità di Meek Mill non sono migliorate di colpo, anzi, la pecca dell’album è proprio questa: tutti i featuring chiamati a partecipare (a eccezione, forse, dell’incommentabile Kirko Bangz), sovrastano il protagonista del disco. Dreams & Nightmares propone una varietà di suoni notevole, passando dal banger Believe it, al dolce giro di piano in Amen. Capitoli a parte le due perle dell’album: la ballata soul di Maybach Curtains, con lo splendido ritornello di John Legend e la strofa ammazza-disco di Nas, e la malinconica Who your around, dove Mary J Blige la fa da padrona. Altra pecca: troppe le canzoni dimenticabili: Young and Getting it, Rich and Famous, Tony Story pt. 2 sono decisamente trascurabili.
Dreams & Nightmares è il solito album d’esordio che scompare nel grande mare della mediocrità che sta governando il mainstream statunitense. Non una bocciatura per Meek Mill, che avrà sicuramente le carte in regola per farsi valere col tempo.

(30/10/2012)

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Lorenzo Li Veli
Lorenzo Li Veli

Caporedattore e gestore della sezione black music. Studente della magistrale di Ingegneria Energetica @ Politecnico di Torino